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Ricerca Italia-Brasile, robot intelligenti e colpi di tacco

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"Abbiamo costruito una rete nazionale sull'intelligenza artificiale cercando di coinvolgere mondo accademico, industrie e società civile"
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ROMA – Nel 2014 un robot costruito in Italia improvvisò un colpo di tacco nel corso di un partita organizzata in Brasile in contemporanea con i Mondiali di calcio. Un gesto piccolo e sorprendente, dietro al quale c’erano stati anni e anni di ricerca sull’intelligenza artificiale. L’episodio è stato raccontato oggi da Daniele Nardi, docente ordinario di intelligenza artificiale presso l’Università La Sapienza di Roma, in occasione di un webinar sul tema organizzato dall’ambasciata del Brasile in Italia.

L’anedotto del professore, che è anche presidente dal 2011 della RoboCup Federation, sembra quasi voler fornire un’immagine di un campo comune che può nascere tra Italia e Brasile rispetto all’intelligenza artificiale. Proprio l’augurio che un contesto di cooperazione tra i due Paesi possa nascere anche in “questo delicato settore segnato da forte competizione” è stato espresso dall’ambasciatore del Brasile a Roma, Helio Ramos, che ha aperto i lavori della conferenza online. Il diplomatico si è detto sicuro che nei prossimi anni si “svilupperà una sinergia tra le università e le industrie” italiane e brasiliane, nell’ottica di “estendere” anche in questo campo la tradizionale cooperazione tra i due Paesi.

Della strategia nazionale che il Brasile sta costruendo per meglio gestire l’emergere di questa nuova conoscenza ha parlato invece Rafael Gustavo Sampaio Gontijom, che ne è coordinatore nell’ambito del dipartimento di Scienza, tecnologia e innovazione digitale del ministero omonimo. “Abbiamo costruito – ha detto il dirigente – una rete nazionale sull’intelligenza artificiale cercando di coinvolgere mondo accademico, industrie e società civile“. Alla base ci sarebbe la consapevolezza che “un corretto utilizzo di queste tecnologie può avere ricadute positive sull’economia quantificabili in una crescita dalle 1,6 alle 2,4 volte”.

Sampaio ha espresso l’augurio che la strategia “venga finanziata con 160 milioni di reais per i prossimi dieci anni – quasi 26 milioni di euro, ndr – nell’ottica di istituire otto centri di ricerca, di cui quattro già individuati, che lavoreranno su quattro settori: agricoltura, sanità, industria e ‘smart cities'”.

Altri numeri e coordinate sull’intelligenza artificiale in Brasile li ha forniti Paolo Jose Pereira Curado, che è presidente della Rete Embrapii di innovazione in intelligenza artificiale del ministero della Scienza. “La rete è articolata in 19 centri che constano di 251 ricercatori di grande competenza in tutto il Paese, e già lavora in 193 progetti che coinvolgono 174 aziende e 17 cooperative” ha affermato Curado. Convinto che “l’intelligenza artificiale non ci servirà solo a far crescere il business ma soprattutto a migliorare la qualità della vita della gente”.

Un punto sulla situazione italiana l’ha fatto invece Anna Caterina Carli, direttrice del Laboratorio di intelligenza artificiale e big data del ministero dello Sviluppo economico. La responsabile ha evidenziato che il governo italiano “è molto attento a questa nuova tecnologia e alle sue applicazioni” anche perchè la considera “la nuova frontiera dello sviluppo e un importante fronte di competizione strategica”. Secondo Carli, è importante tenere presente che l’intelligenza artificiale “è un fenomeno complesso che può vivere solo in un contesto digitale e che non può essere isolato da altre tecnologie in sviluppo, come 5G, big data e blockchain”.

Secondo la direttrice, la strategia italiana “si svilupperà in modo coordinato con quella europea” e “verterà su alcuni capi saldi, come l’inclusività e la trasparenza”, oltre che sulla “disseminazione della conoscenza”. Un processo, questo, ha sottolineato Carli, che “ci porterà ad afficancarci a scuole e centri di cultura e a puntare sulla formazione”.

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