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Lecce, all’IC Calvino concluso il progetto ‘Extravergine in Puglia’

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La dirigente: "C'è tanto da fare per recuperare territorio e identità"
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ROMA – “La scuola ha sempre avuto un’attenzione molto forte al territorio e, sulla base dell’Agenda 2030, abbiamo lavorato tantissimo per trasmettere ai nostri ragazzi il valore della sostenibilità e di quanto c’è da fare per recuperare il proprio territorio e la propria identità”. Così la dirigente scolastica Filomena Giannelli, a conclusione del progetto ‘Extravergine in Puglia 2020/2021’ che ha coinvolto alcune classi dell’istituto comprensivo ‘Italo Calvino’ di Alliste, Felline, Melissano (Lecce).

Un progetto complesso e ambizioso che nasce due anni fa, per iniziativa del Centro di educazione ambientale (Cea) di Ugento (Lecce) in collaborazione con la scuola pugliese, con il partnenariato di Coldiretti e Campagna Amica, sotto il patrocinio della Regione Puglia. Il percorso rivolto alle nuove generazioni ha avuto l’obiettivo di affrontare e risolvere il problema della distruzione di migliaia di ulivi pugliesi contaminati dalla Xylella, un batterio che, da un decennio, è causa della morte degli alberi di ulivo della regione e di una drastica riduzione della produzione dell’olio extravergine di oliva. “Non si tratta solo della Xylella– spiega la dirigente- ma anche dallo stato di incuria e di abbandono delle campagne, enorme patrimonio che i nostri genitori ci hanno lasciato e che noi non abbiamo saputo preservare”.

Due classi della scuola primaria, supportate dalla loro insegnante Paola Marchese, e due classi della scuola media, seguite dalle docenti Diana Galati ed Alessandra Toma, sono state coinvolte, nel corso dei due anni, in una serie di attività e laboratori che hanno dato forma a molteplici espressioni artistiche e letterarie: “I nostri alunni– interviene Diana Galati- hanno realizzato testi, fumetti, acquerelli, la costruzione di un uliveto in ceramica e, non ultimo, la creazione di testi con la tecnica del cut-up, rimescolando i versi dei grandi autori salentini”. “Quest’anno– aggiunge la professoressa Galati- i piccoli partecipanti sono ritornati nel luogo in cui, due anni fa, avevano messo a dimora alcuni esemplari di leccino ed è stata grande la loro soddisfazione nel ritrovarli cresciuti”.

“È stato un bellissimo lavoro inter-disciplinare– conclude la preside- in cui si è andati incontro all’introduzione dell’educazione civica e con la metodologia del service-learning abbiamo cercato di portare avanti i concetti di impegno, servizio e apprendimento, guardando alle tradizioni della comunità agricola, ma puntando alle innovazioni tecnologiche, per dare ai giovani un futuro di speranza nel rispetto della salvaguardia del territorio”.

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