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Processo Sacchi, il padre di Luca: “Non perdono, spero sentenza sia ergastolo”

Oggi l'udienza del processo per la morte del personal trainer, ucciso il 23 novembre 2019 con un colpo di pistola alla testa davanti ad un pub nella zona di Colli Albani di Roma
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ROMA – “Non scuso nessuno. Né Del Grosso, né Pirino, nessuno. Mio figlio non c’è più. Non li perdono. Questo è un pensiero mio, mio figlio non c’è più e a me manca tanto. Io darei la vita per riavere mio figlio. Io spero che i giudici prendano la cosa come va presa, come è stata presa per il caso del Carabiniere Cerciello Rega: l’ergosatolo, spero che sia così”. Così Alfonso Sacchi, padre di Luca, al termine dell’udienza del processo per la morte del personal trainer ucciso il 23 novembre 2019 con un colpo di pistola alla testa davanti ad un pub nella zona di Colli Albani di Roma. In aula oggi, Del Grosso, accusato di essere l’uomo che ha materialmente fatto fuoco è stato ascoltato dalla Prima Corte di Assise. Del Grosso “ha chiesto scusa, sapendo di non poter ottenere il perdono, ma si è scusato con tutti familiari e con tutte le persone che volevano bene a Luca”.

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DEL GROSSO: “LUCA NON MI HA VISTO MENTRE GLI SPARAVO

 “Luca non mi ha visto mentre sparavo. Non se ne è neanche accorto”. A dirlo è Valerio Del Grosso, accusato con Paolo Pirino di concorso in omicidio volontario, insieme con Marcello De Propris, che consegnò ai due la pistola con cui è stato ucciso il personal trainer. Imputati anche il padre di De Propris, Armando, accusato di essere il proprietario dell’arma e la fidanzata del personal trainer, Anastasiya Kylemnyk, parte lesa nel processo e al contempo accusata di violazione della legge sugli stupefacenti. Pirino e Del Grosso sono ritenuti gli autori materiali dell’omicidio. Del Grosso in particolare è il giovane che ha materialmente premuto il grilletto. Interrogato oggi in aula a Rebibbia, alla domanda sul perché avesse sparato, Del Grosso ha detto: “Non lo so. Prendevo psicofarmaci e fumavo droghe leggere”.

DEL GROSSO: “CON ANASTASIYA SOLA PENSAMMO FOSSE FACILE SOTTRARRE LO ZAINO

Pirino è sceso dalla macchina dicendo ‘ci penso io'”, ha proseguito Del Grosso, mentre ricostruiva le fasi dell’aggressione in via Mommsen nel quartiere Colli Albani di Roma. Il principale imputato ha raccontato di essere arrivato sul posto e di aver riconosciuto Anastasya Kylemnyk perché gli era stata descritta. Quando l’ha vista ha riferito che Luca non c’era e ha pensato insieme a Pirino che sottrarle lo zaino sarebbe stato un “gioco da ragazzi”. Pirino, secondo quanto riferito da Del Grosso, sarebbe quindi sceso dalla macchina per aggredire Anastasiya con l’intento di sottrarle lo zaino rosa che avrebbe dovuto contenere il denaro per la droga. “Non ho visto se l’ha colpita, l’ho solo vista per terra“, ha detto Del Grosso. A quel punto, in base a quanto ricostruito, è sopraggiunto Luca che ha avuto una colluttazione con Pirino buttandolo a terra. Mentre il personal trainer soccorreva la ragazza, Del Grosso ha riferito di avergli sparato mentre lui neanche lo guardava.

DEL GROSSO: “PISTOLA RICEVUTA ERA CARICA

 “La pistola era carica. Io neanche sapevo dove andare a prendere i proiettili”, ha dichiarato ancora Valerio Del Grosso. In aula ha fatto riferimento all’arma datagli da Marcello De Propris, con cui ha ucciso Luca Sacchi, scatenando alcune rimostranze da parte dei De Propris. Armando, il padre, in particolare nel corso della sua deposizione dell’aprile scorso aveva dichiarato: “Il 24 incontrai mio figlio due volte e mi disse che aveva dato l’arma scarica a Del Grosso per un debito che doveva pagare. L’acquirente- aveva aggiunto- oltre alla droga voleva anche un’arma. Mi disse che Del Grosso aveva già comprato i proiettili”. 

AVVOCATO DEL GROSSO: “COLPO PARTITO PER SBAGLIO

“Il mio assistito non si è sottratto a nessuna domanda. Ha ribadito che all’epoca dei fatti faceva uso di psicofarmaci. Poi, ricostruendo quanto accaduto, ha ribadito di essere inciampato e di aver fatto partire il colpo per sbaglio“. Sono le parole dell’avvocato Alessandro Marcucci, difensore di Valerio Del Grosso al termine dell’udienza del processo per la morte di Luca Sacchi.

 AVVOCATO FAMIGLIA SACCHI: “GRILLETTO PREMUTO CONSAPEVOLMENTE

 “Colpo partito per errore? Noi non crediamo a questa versione, crediamo che abbia premuto consapevolmente il grilletto. La Corte in sentenza ci dirà se ha creduto a queste parole o meno. Lui ha il diritto di dare la sua versione ma noi abbiamo il diritto di non credergli”. Così l’avvocato Paolo Salice, accompagnato dalla collega Armida Decina, insieme ad Alfonso Sacchi, padre di Luca, al termine dell’udienza del processo per la morte del personal trainer ucciso il 23 ottobre 2019 con un colpo di pistola alla testa davanti a un pub nella zona di Colli Albani di Roma. In aula oggi, Del Grosso, accusato di essere l’uomo che ha materialmente fatto fuoco, è stato ascoltato dalla Prima Corte di Assise.

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