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All’aeroporto di Bologna meno rifiuti e più riciclo insieme a Hera

Accordo triennale tra il Marconi e la multiservizi emiliana per ottimizzare il riuso e il riciclo di rifiuti e olii esausti dello scalo
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BOLOGNA – Diminuire gli sprechi e ottimizzare il riuso e il riciclo di rifiuti e olii esausti, con l’obiettivo di portare un modello di economia circolare in un ‘microcosmo’ come quello di un aeroporto. È l’obiettivo dell’intesa tra Hera e il Marconi di Bologna, presentato questa mattina al terminal passeggeri dello scalo, per realizzare iniziative di sostenibilità ambientale, riducendo gli sprechi e ottimizzando la gestione di materiali e risorse nello scalo. L’accordo, di durata triennale, ha lo scopo di ottimizzare la scelta di materiali e risorse e individuare soluzioni di gestione sempre più sostenibili, riducendo la quantità di rifiuti prodotti nello scalo e potenziando il riciclo dei materiali a fine vita.

Nella pratica, le prime attività, che verranno potenziate nel tempo, sono diverse: dalla raccolta degli oli vegetali esausti del ristorante interaziendale e degli altri punti di ristoro per destinarli alla produzione di biodiesel nella bioraffineria Eni di Venezia, passando per quella dei rifiuti organici, destinati a biometano e compost nell’impianto Hera di Sant’Agata Bolognese, fino allo sviluppo di progetti di riciclo della plastica e di riduzione degli sprechi di cibo e allo studio di materiali migliori della classica plastica monouso. Verranno portate avanti insieme verifiche per la realizzazione di nuovi punti di ricarica elettrica dei veicoli, a disposizione del pubblico e della comunità aeroportuale.

“Abbiamo voluto dare un respiro che esce dalla realtà dell’aeroporto, e quindi si integra con quelle che sono le eccellenze del territorio, come Hera – spiega Nazareno Ventola, amministratore delegato dell’Aeroporto – tutti i progetti che stiamo sviluppando vanno in questa direzione, anche per quelli che non hanno magari una valenza diretta guardiamo sempre anche all’aspetto sostenibile”, come ad esempio “incoraggiare ulteriormente l’utilizzo di aerei meno inquinanti e più silenziosi“. Soddisfatto anche l’amministratore delegato di Hera Stefano Venier: “Sono progetti che, come diciamo noi, rispondono all’obiettivo di lasciare il segno e non l’impronta: agire in maniera efficace anche dal punto di vista della cultura ambientale per cambiare il nostro modo di fare di tutti i giorni, come cittadini ma anche come imprese, con l’obiettivo di ridurre l’impronta, non solo di carbonio ma anche quella che lasciamo sul pianeta con l’utilizzo delle risorse“.

L’iniziativa, per rendere più sostenibile l’Aeroporto e i suoi servizi, rientra nell’ambito di un impegno, sottoscritto insieme ad altri 200 aeroporti europei, di arrivare a zero emissioni di Co2 entro il 2050. In questo senso, Hera metterà a disposizione la propria esperienza in campo ambientale e l’impegno in materia di economia circolare. Anello fondamentale di questa catena ‘green’ sarà il personale aeroportuale, che sarà coinvolto con una formazione ad hoc. Ma anche i passeggeri rivestiranno un ruolo importante: saranno destinatari di specifiche campagne ambientali, per sensibilizzare a tutti i livelli le varie persone dell’aeroporto e attivare un processo virtuoso capace di fare della città di Bologna una “destinazione sostenibile”, attrattiva per un turista più attento agli aspetti ambientali.

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