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Tg Ambiente, edizione del 15 giugno 2021

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– IMPEGNO G7 SU CLIMA, APPUNTAMENTO A COP26 GLASGOW

Il G7 si impegna ad “accelerare gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra” dimezzandole entro il 2030. Al summit di Carbis Bay, in Cornovaglia, i leader dei 7 grandi confermano l’impegno preso alla COP21 con l’Accordo di Parigi sul clima, puntando alla neutralità climatica entro il 2050 e alla riduzione di almeno il 50 per cento delle emissioni climalteranti entro il 2030, a cui si aggiunge l’obiettivo di proteggere almeno il 30 per cento degli habitat terrestri e marini sempre entro il 2030. Sul clima “ci sono stati molti impegni presi”, dice il presidente del Consiglio Mario Draghi al termine dell’incontro, e la COP26 di Glasgow che l’Italia co-presiederà con il Regno unito li “suggellerà, sia in termini di riduzioni delle emissioni che dei finanziamenti ai Paesi più poveri”. Però “la lotta al cambiamento climatico è anche una questione di uguaglianza” e “l’Italia ha speso moltissimo negli ultimi 10 anni per ridurre le proprie emissioni”, aggiunge Draghi, avvertendo del rischio protezionismo nel caso di uno sforzo diseguale che potrebbe portare a tasse per ‘aggiustare’ i diversi costi di produzione tra Paesi impegnati e meno impegnati nello sforzo climatico.

– SENATO VOTA PER TUTELA AMBIENTE IN COSTITUZIONE

Via libera del Senato al disegno di legge per l’inserimento della tutela dell’ambiente nella Costituzione: 224 sì, nessun voto contrario e 23 astenuti, tra i quali l’intero gruppo di Fratelli d’Italia. Il ddl interviene sugli articoli 9 e 41 della Carta in materia di tutela dell’ambiente. Come spiega la relatrice del ddl, Alessandra Maiorino, senatrice M5S, il principio della tutela ambientale, non espressamente previsto dalla Costituzione, è stato desunto dalla Corte costituzionale dall’articolo 9 (tutela del paesaggio) e dall’articolo 32 (diritto alla salute). Il ddl, integrando l’articolo 9, prevede espressamente la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Stabilisce inoltre che la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali. L’articolo 41 della Costituzione, invece, viene modificato prevedendo che l’iniziativa economica non possa svolgersi in modo da recare danno alla salute e all’ambiente, oltre che alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. La legge quindi determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali. In quanto ddl costituzionale, il provvedimento ha bisogno di quattro letture, per la seconda delle quali ora passa all’esame della Camera. Intanto però si tratta di “un passo importante e fondamentale” per il Paese, valuta Legambiente, augurandosi tempi rapidi per l’iter, auspicio al quale si associa il WWF parlando di un “primo passo storico”.

– BONIFICHE IN INFRAZIONE UE, CHIUSURA LAVORI INIZIO 2024

Chiusura dei lavori prevista per dicembre 2023 – primo semestre 2024 con le discariche abusive oggetto di infrazione Ue più difficili da sanare, quelle di Chioggia (Venezia) e Ascoli Piceno, le ultime delle 26 che ancora restano da bonificare. Questi i numeri presentati dal Commissario unico per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa delle discariche abusive, il Generale di Brigata dei Carabinieri Giuseppe Vadalà e dalla sua squadra, nella VII relazione sull’avanzamento delle operazioni. Erano oltre 200 le discariche illegali in infrazione europea nel 2007, per questo nel 2014 la Corte di giustizia europea condannò l’Italia con una multa di 80 milioni di euro (40 milioni subito più 40 milioni per ogni semestre di ritardo) con l’accordo che sarebbe stata ridotta di 200mila euro per ogni discarica bonificata e quindi espunta dalla sanzione. Su 81 discariche consegnate il 24 marzo 2017 nelle mani del Commissario di Governo per la bonifica dei siti inquinati, 51 sono state portate fuori dalla procedura di infrazione permettendo all’Italia di risparmiare 20milioni e 400mila euro ogni anno. Se consideriamo le procedure al vaglio dell’Ue in questi giorni 55 siti, il 67% di quelli oggetto dell’infrazione sono stati espunti; i restanti 26, il 33%, restano da bonificare e mettere in sicurezza. “Dal PNRR potremmo indubbiamente avere una grande spinta per la bonifica e messa in sicurezza delle discariche perché ci sono risorse importanti, potrebbe essere una grande spinta al disinquinamento”, dice Vadalà.

– NUOVE TECNICHE ‘SALVA COSTE’ PER STUDIARE FONDALI

Innovative tecnologie di osservazione da remoto permetteranno di studiare spiagge e fondali marini per mitigare gli effetti dell’erosione costiera e migliorare la ricettività turistica. È quanto emerge dalle ricerche condotte da un team multidisciplinare di ricercatori ENEA, ISPRA, CNR e Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia su un tratto del litorale del Parco Nazionale del Circeo tra Latina e Sabaudia, nel Lazio. Si basano su una nuova metodologia che combina tecniche di telerilevamento con sensori aerei ad alta risoluzione (LiDAR – Light Detection and Ranging) che consente di guardare i fondali fino a 18 metri di profondità e misure in situ per la calibrazione e la verifica dei dati acquisiti. “In Italia, solo negli ultimi 50 anni, sono andati persi circa 23 metri di profondità di arenile su 1.750 km di litorale, per un totale di circa 40 milioni di km2 di spiagge. Ed è per questo che il progetto si candida ad avere una ampia applicazione anche sulle tante aree costiere italiane, e non solo, a rischio erosione”, spiega Sergio Cappucci, ricercatore ENEA del laboratorio Tecnologie per la dinamica delle strutture e la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico.

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