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Nardella: “Sulle seconde dosi di vaccino Draghi allinei le Regioni”

dario nardella
Il sindaco di Firenze invita il premier a parlare al Paese per evitare "posizioni diverse che generano confusione"
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FIRENZE – Sul ‘caso’ AstraZeneca il premier Draghi parli al Paese. L’invito arriva dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ora, sul fronte comunicativo, chiede un “grande sforzo” da fare per rassicurare gli under 60, coloro cioè che hanno fatto la prima dose con il preparato anglo-svedese. “Parli al Paese con la sua autorevolezza e capacità, usando parole semplici, chiare e univoche. Sarebbe importante” perché il “tema sta diventando cruciale e molto pericoloso”, sottolinea intervenendo a ‘Omnibus’, su La 7.

Sulla seconda dose da fare agli under 60, aggiunge, “ci sono posizioni diverse delle Regioni che generano confusione. Alcune pare vogliano lasciare libertà di scelta, altre hanno sospeso le vaccinazioni. E, come la Campania, c’è chi si è opposto alla decisione del ministero. Questa è la prima cosa che va risolta: tutte le Regioni devono allinearsi alle indicazioni del ministero della Salute per non accentuare l’incertezza e la confusione”.

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Così se il ministero ha disposto l’utilizzo di Pfizer o Moderna per la seconda inoculazione “la regola deve essere applicata in tutto il territorio nazionale. Non è possibile lasciare” il campo “alla libera interpretazione”. Qui, conclude, “non è un problema di De Luca, ma di sistema. Per questo una volta per tutte il governo, anche con la forza di Draghi, deve richiamare le Regioni a un gioco di squadra”.

“INDIVIDUARE MISURE PER I NO VAX, RESTINO FUORI DA TEATRI, CINEMA E PALESTRE”

La libertà individuale di non vaccinarsi non può gravare sull’interesse collettivo, quello delle salute pubblica”. Per questo quando la campagna “andrà a completarsi a mio avviso bisognerà cominciare ad individuare delle misure. Per cui solo chi avrà il certificato vaccinale potrà accedere a strutture come teatri, cinema, palestre e quant’altro”. Lo sottolinea il sindaco di Firenze, Dario Nardella, nel corso di ‘Omnibus, su La 7.

“Un recente studio della Fondazione Italia in Salute stabilisce tra il 10 e il 15% il numero di italiani che pensano di non vaccinarsi. Questo è un tema sociale, psicologico e politico molto grosso“, aggiunge.

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