Attacchi cardiaci, l’Omceo a Roma propone un corso a roma

Fra i vari scenari anche quello che riguarda la rianimazione pediatrica nei bimbi da 1 a 8 anni, la risoluzione del soffocamento nel bambino e la rianimazione cardiopolmonare nel lattante
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ROMA – Sono circa 70mila le vittime ogni anno di un attacco cardiaco, più di quelle delle varie tipologie di cancro messe insieme. Un numero enorme, se pensiamo che bastano un intervento tempestivo e un po’ di preparazione specifica per riuscire a salvare la vita a chi ne è colpito. Nella sede dell’Ordine dei medici e chirurghi di Roma, nell’aula Roberto Lala, si è tenuto un corso certificativo internazionale di rianimazione cardiopolmonare con uso del defibrillatore – Bls (d) – Hcp adulto – pediatrico American heart association.

“L’Ordine dei medici è molto sensibile alla preparazione dei propri associati- ha dichiarato Ivo Pulcini, consigliere Omceo Roma- per salvare la vita alle persone che hanno la possibilità di essere rianimate grazie all’uso del defibrillatore e di adeguate manovre. Come Ordine organizziamo dei corsi, anche settimanali, per tutti i medici neolaureati perché il medico ha l’obbligo di sapere come salvare una vita umana nella lotta contro il tempo. Questi formatori volontari che vengono all’Ordine dei medici operano anche all’esterno con la popolazione comune formando giovani e meno giovani all’uso del defibrillatore, dando così la possibilità, anche quando manca il supporto qualitativo del medico, di rianimare una vittima”.

Proprio i rianimatori della società americana hanno affiancato i medici presenti oggi nelle varie manovre rianimatorie, da soli o in gruppo, simulando vari scenari. Il corso in aula è stato basato su dei video con l’ausilio di un istruttore esperto in Rcp, la rianimazione cardiopolmonare, uso dell’Aed, automated external defibrillator, e risoluzione del soffocamento negli adulti. Una didattica che sfrutta la tecnica Aha, ‘pratica guardando il video’, comprovata dalla ricerca, che permette agli studenti di imitare competenze accurate eseguite nel Dvd mentre gli istruttori presenti forniscono un feedback e guidano gli studenti nell’apprendimento della competenze.

Fra i vari scenari anche quello che riguarda la rianimazione pediatrica nei bimbi da 1 a 8 anni, ma anche l’utilizzo del Dae pediatrico, la risoluzione del soffocamento nel bambino e la rianimazione cardiopolmonare nel lattante. A conclusione della giornata, gli esami scritti e la verifica con prova pratica: previsto per tutti gli idonei un attestato dell’American heart association riconosciuto a livello internazionale e un tesserino che abilita all’utilizzo del Dae in Italia.

SQUICCIARINI: NUMERO MORTI IN ITALIA IMPRESSIONANTE, SERVE SALTO CULTURALE

“In Italia il numero dei morti è veramente impressionante oltre 70 mila persone l’anno, una ogni due minuti, mentre a Seattle la mortalità è dello 0,04%, una persona ogni 10 giorni- ha evidenziato Marco Squicciarini, International training center of American heart association- Il motivo è da ricercare sicuramente nell’assenza di quello che potremmo definire un salto culturale. Fino a quando non formeremo il più alto numero di persone, sia medici che civili, non sarà garantito l’intervento precoce e immediato. Dopo i primi 4 minuti dall’arresto cardiaco in assenza di massaggio sorgono i primi danni permanenti, dopo 9 minuti i danni sono irreversibili”.

Ecco perché “diventa fondamentale l’intervento di un operatore che conosca le manovre necessarie, il massaggio cardiaco mantiene la perfusione cerebrale nell’attesa di soccorsi avanzati e di un defibrillatore. Nella sede dell’Ordine dei medici di Roma, il più grande d’Europa con circa 44.000 iscritti, questo è il secondo evento della nostra associazione, che è la più vasta rete mondiale di formazione che certifica e autorizza l’utilizzo del defibrillatore e delle manovre in oltre 95 Paesi nel mondo. Insegniamo ai discenti a lavorare in gruppo con un protocollo condiviso, viene fatto in tutte le lingue in modo che chiunque si trovi a operare in qualsiasi luogo del mondo può trovarsi a seguire lo stesso schema comportamentale che ha imparato nella propria Nazione. E’ una vera rivoluzione culturale. Inoltre sappiamo da basi scientifiche che il cervello non fa differenza tra un sogno e un ricordo quindi la simulazione ha un alto impatto sulle performance che vengono erogate dalla persona diminuendo fortemente lo stress e migliorando i risultati”.

In Italia è stato fatto un grande lavoro nella prevenzione di questo tipo di eventi, anche se l’obbligo di avere defibrillatori nei luoghi pubblici sta progredendo a piccoli passi. Il problema è che anche lì dove già sono stati installati non tutto è ancora sotto controllo. “Il posizionamento dei defibrillatori è fondamentale- ha continuato Squicciarini- una delle prime regole è l’accessibilità. Se in un palazzo di nove piani il defibrillatore è in portineria e ci vogliono 7 minuti per raggiungerlo: non serve a niente. Sono previsti degli algoritmi calcolati in base ai metri quadri, alle persone presenti, all’accessibilità e alla preparazione del personale formato”.

L’American heart association non forma solo medici, ma anche i ragazzi delle scuole.

“Gli studenti sono i più facili da formare- ha concluso Squicciarini- imparano tutto subito e velocemente e non si fanno problemi sulle denunce e le costole rotte, vanno dritti alla risoluzione del problema. Quest’anno abbiamo formato a Roma sei licei, gli studenti hanno seguito un corso internazionale dell’American heart association in lingua inglese, quindi mentre imparavano a salvare una vita hanno pure fatto lezione in inglese”.

 

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15 Giugno 2019
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