BOLOGNA – Come si formano i talenti del futuro per il made in Italy? Rispondere a questa domanda rappresenta una delle sfide che imprese, Istituzioni e mondo della scuola dovranno affrontare nei prossimi anni cercando di trovare un difficile equilibrio tra la pressione di un mercato del lavoro che spinge per velocizzare l’ingresso dei giovani e la necessità di una formazione che metta insieme competenze tecniche e conoscenze generali. Un tema al centro dell’evento ‘Talenti per il Made in Italy: formazione e innovazione per la manifattura del futuro’, che si è svolto oggi a Crespellano, in provincia di Bologna, al Philip Morris Institute for manufacturing competences, un appuntamento inserito nel programma ufficiale della Giornata del Made in Italy. Al centro della mattinata, la restituzione pubblica dei risultati di due percorsi sul tema dell’innovazione applicata alla manifattura. Il primo, ‘L’intelligenza artificiale per l’industria: approcci metodologi nella didattica’ è stato realizzato in collaborazione con Its Maker Academy, che ha approfondito il tema dell’Intelligenza artificiale e del suo impatto sui processi industriali, sulla didattica e sulle competenze richieste alle nuove generazioni. Il progetto, a cui hanno partecipato oltre 50 docenti di più di 30 istituti tecnici e professionali dell’Emilia-Romagna.
ACERRA: “IMPORTANTISSIMO COPROGETTARE DEI PERCORSI”
“Sappiamo che c’è un mismatch abbastanza rilevante fra le competenze richieste dal mercato e le competenze che il sistema di istruzione e formazione riesce a a fornire. Per far questo è importantissimo coprogettare dei percorsi fin dal primo anno del dell’istruzione superiore per poter migliorare, valorizzare il sistema e anche attrarre un sempre maggiore numero di di ragazzi verso l’istruzione tecnica e professionale“, spiega Ettore Acerra, direttore generale per l’Istruzione tecnica e professionale del ministero dell’Istruzione. “Stiamo lavorando molto forte sulle cosiddette competenze trasversali, sulle soft skills che possono essere utilizzate in tutti i campi: il mondo delle imprese richiede non solo una formazione specifica, ma anche delle delle competenze ampie che possono essere poi utilizzate in tutti i campi. Questo non significa che noi siamo al servizio dell’impresa, anzi, mi permetterei provocatoriamente di dire è proprio il contrario: è il mondo dell’impresa che ha un interesse primario a lavorare insieme a noi”, sottolinea Acerra a margine dell’evento.
L’IMPORTANZA E IL RUOLO DELL’INSTITUTE FOR MANUFACTURING COMPETENCES
“L’Institute for manufacturing competences è dove sviluppiamo e facciamo accrescere le competenze delle persone e dei profili che ruotano intorno alla nostra azienda e non solo. Qui formiamo i professori, formiamo gli studenti, facciamo call for innovation per le startup, cerchiamo di supportare il trasferimento tecnologico, andiamo a chiudere quel gap che c’è tra il mondo dello studio e il mondo dell’impresa”, spiega Piergiorgio Marini, manager Value chain relations di Philip Morris Italia. “E’ importante che questo tipo di realtà dialoghi sempre con le istituzioni perché non c’è privato che possa da solo caricarsi il peso di queste soluzioni. C’è bisogno di un supporto da parte delle istituzioni per far sì che le catene del valore che ancora abbiamo qua in Italia vengano difese“, sollecita Marini. “Sempre più saremo in una fase in cui competenze e innovazione tecnologica non riguardano solo i processi all’interno delle aziende, non riguardano solo chi li sviluppa, ma rappresentano una sfida per tutti i lavoratori“, avverte l’assessore al Lavoro dell’Emilia-Romagna, Giovanni Paglia.
IL RUOLO DELLA SCUOLA
“Credo che proprio nei momenti di più alta e più intensa innovazione, nei momenti di grande passaggio tecnologico, ancora di più la scuola dovrebbe pensare a formare la cultura e le competenze di base. L’idea che si possa uscire dalla scuola fatti e finiti, pronti per non tanto per il mercato del lavoro, ma per uno specifico segmento del mercato del lavoro, significa voler accelerare artificialmente un processo che invece deve essere portato avanti per tutta la vita, quindi prima la base e poi le competenze si acquisiscono”, è il monito di Paglia.




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