hamburger menu

Al festival ‘ARF!’ gli editori del fumetto a confronto tra crisi e rilancio

Domenica 15 maggio chiude il festival dedicato al fumetto d'autore alla Città dell'Altra Economia di Roma

arf!

ROMA – Dietro alla rinascita del fumetto e all’attenzione che le politiche culturali iniziano a rivolgere a questa realtà ci sono certamente gli editori. Case di ‘produzione’ perlopiù ancora di nicchia che coltivano talenti e giocano l’importantissimo compito di trovarne sempre di nuovi. Ed è negli spazi di ‘ARF!‘, fino a stasera alla Città dell’Altra Economia, che alcuni di loro si sono incontrati e confrontati per fare un punto sul come è cambiato e come sta cambiando, giorno dopo giorno, il mondo dell’editoria a fumetti. “Ch-Ch-Ch-Ch-Changes” è il titolo del talk che ha visto seduti allo stesso tavolo Claudia Bovini (Star Comics), Giovanni Ferrara (Coconino), Michele Foschini (BAO Publishing), Giancarlo Fumasoli (Bugs Comics) e Michele Masiero (Bonelli).

LEGGI ANCHE: Roma, all’Arf! si festeggia il fumetto, bene di tutti

Un confronto tra voci autorevoli che ha messo in evidenza, prima di tutto, la grande rivoluzione dell’arrivo del fumetto in libreria. Michele Masiero ha spiegato ad esempio come per la casa editrice Bonelli, simbolo del fumetto popolare di massa, l’edicola sia stata sempre il punto di riferimento per i propri lettori. Eppure gli ultimi 15 anni hanno visto un cambiamento enorme nella distribuzione del prodotto: “La crisi delle edicole ha coinvolto tutti, magazine e quotidiani compresi, e coincide ovviamente con l’arrivo di internet. Certamente il fumetto nelle edicole ancora pesa, i numeri però si sono dimezzati e il pubblico più giovane non le frequenta. Siamo arrivati anche noi in libreria e fumetteria ma più tardi rispetto agli altri. La carta oggi è un bene di lusso, basti pensare che tra il numero di dicembre e l’ultimo uscito c’è un aumento di costi del 64%. La nostra è una grande comunità di affetti e di intenti e speriamo che il pubblico capisca quello che sta succedendo”.

Diversamente Star Comics sta assistendo ad un incremento di vendite e interesse da parte dei lettori: “Poter passare dalle fumetterie alle librerie ha rappresentato per noi un’opportunità – ha spiegato Claudia Bovini – abbiamo avuto più visibilità, cercavamo di farlo da dieci anni e per questo abbiamo lavorato sul nostro catalogo, per esempio evitando la serialità e creando le collane. Ormai sono quattro anni che vediamo una crescita esponenziale dei nostri prodotti, la pandemia certamente ha aumentato il mercato, l’arrivo delle ‘anime’ su piattaforme come Amazon e Netflix ha indiscutibilmente influenzato in positivo la vendita dei manga, un po’ come succedeva con Mediaset e Dragon Ball negli anni Novanta. Il percorso Star Comics sta cambiando e non vogliamo fermarci proprio ora che ci stiamo divertendo”.

LEGGI ANCHE: Gli indipendenti del fumetto alla ‘Self ARF!’

“In pandemia gli autori si sono divisi in due categorie – ha detto Michele Foschini di BAO – c’è chi si è buttato sul lavoro e chi invece si è fermato. Parlare con il pubblico è stato difficile ma ci ha portato a essere creativi e a trovare metodi nuovi per incontrare il nostro pubblico che continueremo a utilizzare. Il fumetto in Italia gode purtroppo di un pregiudizio negativo finché le categorie sociologiche non lo accolgono nelle vite normali. Nel nostro caso, tra aprile 2021 e aprile 2022, l’aumento di fatturato dei soli titoli di Zerocalcare è del 1041%. Oggi vogliamo intrattenimento e consegne a casa, non usciamo più; parte della crisi delle edicole dipende secondo me anche da questo. Il lettore di fumetti è un lettore fortissimo perché non va otto volte all’anno in libreria ma otto volte al mese, o a settimana, in fumetteria”.

LEGGI ANCHE: VIDEO| Artigianalità e innovazione, Di Giandomenico racconta il fumetto

Nonostante la crisi della carta e i costi elevati del settore distribuzione, Giovanni Ferrara di Coconino pensa che mai come in questo momento sia il momento di investire nel fumetto: “Vedo la ricchezza di editori diversi che fanno le cose molto bene. Gli autori nella solitudine di qualche tempo fa facevano fatica a mettersi alla prova e quindi anche a produrre. Oggi invece l’artista sa che se ha un lavoro di qualità troverà certamente un editore. Più bei libri ci sono, più pubblico ci sarà. Un aspetto non trascurabile è anche la quantità di aspiranti autori che maneggiano benissimo il linguaggio, non sempre trovano la storia perché è l’aspetto più difficile, questo dimostra il fermento di questo momento. Sono felice di trovarmi oggi nel settore fumetto perché, insieme alla musica, ha dentro tante nuovi voci e capolavori di domani”.

Controtendenza, Giancarlo Fumasoli di Bugs Comics, ha scelto le edicole invece delle librerie per i suoi prodotti: “Non abbiamo avuto un esordio facile in edicola, ‘Samuel’ nonostante tutto è ancora lì. Tra i nostri progetti c’è quello di portare in edicola un fumetto seriale disegnato però dalle nuove generazioni. C’è sicuramente la paura di perdere il vecchio lettore ma bisogna anche cercarne di nuovo, puntando su un target diverso. Le edicole mettono il prodotto in vetrina e trattengono solo il 30% della vendita, la metà rispetto alle librerie: senza l’edicola probabilmente noi non ci saremmo”.

Nonostante crisi, tassazioni e pochissimi benefit, la sensazione generale è che questi editori siano proiettati più lontano che mai e, di questi tempi, è certamente una notizia bellissima.

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

2022-05-15T13:10:14+02:00