Il Parlamento Europeo sfida la Commissione: “Piano di rilancio da 2.000 miliardi o sarà veto sul bilancio”

No a "sortilegi finanziari" o "dubbi moltiplicatori": inizia la battaglia per il prossimo bilancio dell'Ue
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ROMA – Con 505 voti favorevoli, i deputati del Parlamento europeo chiedono di mettere i cittadini “al centro della strategia di ripresa”, a partire da un “fondo di ripresa e trasformazione” di 2.000 miliardi di euro. Cosi’ si legge in una nota dell’Europarlamento sulla risoluzione adottata oggi, che ha trovato il voto contrario di 119 deputati e 69 astensioni.

Nella risoluzione, che guarda in particolare la revisione del bilancio dell’Unione europea per il post 2020 e sulle proposte per la ripresa, che la Commissione e’ chiamata a presentare il 27 maggio, i deputati sottolineano che “i cittadini europei devono essere posti al centro della strategia di ripresa”, aggiungendo che il Parlamento sara’ fermo nella difesa degli interessi dei cittadini.

Gli sforzi di ripresa devono avere una forte dimensione sociale, affrontare le disuguaglianze sociali ed economiche e le esigenze di coloro che sono stati piu’ duramente colpiti dalla crisi. Il Parlamento ha insistito non solo sul fatto che il nuovo “fondo di ripresa e trasformazione” debba avere una dimensione di 2.000 miliardi di euro, ma anche che debba essere finanziato “attraverso l’emissione di obbligazioni a lungo termine” ed essere erogato “attraverso prestiti e, soprattutto, attraverso sovvenzioni, pagamenti diretti per investimenti e capitale proprio”.

Inoltre, la Commissione non dovrebbe utilizzare “dubbi moltiplicatori per pubblicizzare cifre ambiziose” e non dovrebbe ricorrere a “sortilegi finanziari”, poiche’ e’ in gioco la credibilita’ dell’Ue. Il piano di ripresa deve essere fornito in aggiunta al prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (Qfp), ossia il bilancio a lungo termine dell’Ue, e non a scapito dei programmi Ue esistenti e futuri.

Inoltre, i deputati hanno insistito sulla necessita’ di aumentare il Qfp, sottolineando come il Parlamento debba usare i suoi poteri di veto qualora le richieste del Parlamento non venissero soddisfatte.

I fondi per la ripresa dovrebbero essere destinati a “programmi rientranti nel bilancio dell’Ue, per garantire il controllo e la partecipazione parlamentare. Il Parlamento sollecita il pieno coinvolgimento “nella definizione, nell’adozione e nell’attuazione del fondo per la ripresa”.

La Commissione e’ inoltre invitata ad astenersi da qualsiasi “tentativo di elaborare una strategia di ripresa al di fuori del metodo comunitario e ricorrendo a mezzi intergovernativi”. Il “massiccio pacchetto di misure di ripresa”, che i deputati hanno gia’ chiesto nella recente risoluzione di aprile, deve durare abbastanza a lungo per affrontare il “previsto impatto profondo e duraturo dell’attuale crisi”.

I deputati hanno chiesto poi che il pacchetto di misure “trasformi le nostre economie” sostenendo le Pmi e “aumenti le opportunita’ di lavoro e le competenze per mitigare l’impatto della crisi sui lavoratori, sui consumatori e sulle famiglie”.

Chiesta anche la priorita’ agli investimenti sulla base del Green Deal e dell’Agenda digitale e insistono sulla creazione di un nuovo programma sanitario europeo a se’ stante. I deputati hanno ribadito la loro richiesta di introdurre nuove “risorse proprie” (le fonti di entrata dell’Ue), in modo da evitare un ulteriore aumento dei contributi diretti degli Stati membri al bilancio Ue per soddisfare le esigenze del Qfp e del Fondo per la ripresa e la trasformazione. Poiche’ il massimale delle entrate Ue e’ espresso in Reddito Nazionale Lordo (Rnl), che dovrebbe diminuire significativamente a causa della crisi, i deputati hanno invocato anche “un aumento immediato e permanente del massimale delle risorse proprie”.

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15 Maggio 2020
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