In Etiopia rientrati 10mila migranti, soprattutto dal Medio Oriente

Lo ha riferito l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) all'emittente britannica Bbc
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ROMA – Almeno 10.000 migranti di origine etiopica hanno fatto ritorno nel loro Paese da quando è iniziata l’epidemia di coronavirus: lo ha riferito l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) all’emittente britannica Bbc. Queste persone sono principalmente migranti irregolari, privi cioé di regolari documenti di soggiorno e sono partiti soprattutto da Paesi del Medio Oriente. La modalità dei ritorni però, secondo i responsabili Onu, non è “auspicabile”. 

“I viaggi di rientro devono essere effettuati in modo da assicurare alle persone di restare in buona salute lungo il tragitto” ha spiegato Maureen Achieng, la rappresentante per l’Unione Africana presso l’Oim. Compiendo viaggi lunghi e che a volte richiedono svariate tappe, la preoccupazione principale riguarda il rischio a cui i viaggiatori sono esposti di contrarre il Covid-19. Per questo, secondo Achieng, bisogna “adottare misure che di norma non vengono assunte”. 

“La nostra posizione in merito è molto chiara” ha aggiunto la responsabile di Oim: “I grandi movimenti migratori attraverso i Paesi in un contesto di pandemia non sono auspicabili”. Gli effetti del lockdown adottato dai governi – con licenziamenti o impossibilità di lavorare – hanno colpito soprattutto i migranti sprovvisti di documenti, che lavorano in nero, senza tutele, in condizioni di precarietà e in ristrettezze economiche. Una situazione, questa, che ha spinto molti a rivedere i propri progetti.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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