Roma, via le botticelle dal centro storico: ecco il nuovo regolamento

I carri trainati da cavalli saranno spostati in 4 parchi lontani dal centro, ma i vetturini sono già sul piede di guerra
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ROMA – Stop botticelle nel Centro storico e trasloco in quattro parchi di Roma.

Sarà protocollato giovedì il regolamento, che sarà accompagnato da una delibera di Giunta, destinato a segnare una piccola svolta in una delle tradizioni di Roma. Certo, non sarà la rivoluzione annunciata due anni fa in campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle che promise di eliminare completamente le botticelle, salvo poi accorgersi, come ha spiegato il presidente della commissione capitolina Ambiente, Daniele Diaco, “tramite l’Avvocatura” che, “secondo le leggi nazionali, questo servizio non è eliminabile, ma i Comuni possono regolamentarlo”.

Da qui il testo di 17 pagine, presentato nel corso di una commissione congiunta Ambiente e Mobilità. Due le novità più importanti, illustrate dagli uffici e dall’assessore capitolino alla Mobilità, Linda Meleo: lo spostamento delle botticelle dal centro storico a quattro “percorsi” alternativi ritenuti “adeguati”, perché in grado di “consentire giri abbastanza lunghi”, cioè Villa Borghese, Villa Pamphilj, il Parco degli Acquedotti e la Tenuta di Castel Di Guido, e la possibilità, per i vetturini che decidessero di non aderire a questo cambiamento, di convertire l’attuale licenza in licenza taxi.

Inoltre, nel regolamento sarà previsto che “i cavalli potranno uscire solo con una temperatura inferiore ai trenta gradi– hanno spiegato gli uffici- Abbiamo anche pensato che su ogni carrozzella ci siano dei cronotachigrafi e strumenti idonei ad analizzare la temperatura, l’umidità e consentire di capire quanto tempo il cavallo è stato in movimento”.

Al momento “già tre soggetti hanno fatto la conversione della licenza in quella taxi– ha spiegato l’assessore Meleo- Ne restano 38. La delibera di accompagnamento al regolamento è pronta”.

Insomma, la strada è tracciata ma i vetturini sono già sul piede di guerra: “Questo è un regolamento per gli animalisti, non per gli animali. Se farete i vostri passi, noi impugneremo questa modifica del regolamento- ha tuonato l’esponente della categoria presente in commissione- Volete mandare gli animali nei parchi dove il cavallo farà ancora più strada”.

E ancora: “Per arrivare a Villa Pamphilj piuttosto che a Villa Borghese dovremmo fare delle strade in salita molto pericolose per i cavalli, come via Garibaldi o via del Tritone o via Veneto. Io la curva di via Garibaldi la faccio piano col motorino, figuriamoci col cavallo. Ci saranno cadute e cavalli morti e la responsabilità sarebbe la vostra. Noi nei parchi non andiamo perché un servizio pubblico non di linea non può diventare servizio di linea. Se mi chiedono oggi di andare a Villa Borghese io non ci vado perché non c’è nulla da vedere, figuriamoci se ci vado a lavorare. Nei parchi questo lavoro muore, fareste meglio a togliere direttamente il servizio”.

Nemmeno la possibilità di conversione in licenza taxi sembra raccogliere consensi, anche perché (come ha pure confermato l’assessore Meleo) l’acquisto dell’auto sarebbe a carico dei vetturini: “Non è possibile, io non ho i mezzi per farlo”.

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