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Legge elettorale, numeri a favore del Pd: verso la bocciatura del testo base

M5S: "Diktat Pd inaccettabile, dem irresponsabili"
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ROMA – Il Pd verso la bocciatura dell’italicum bis, domani sera in commissione affari costituzionali. “Non possiamo accettare il ritorno del proporzionale”, dice infatti il capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato. I numeri giocano a favore del Nazareno, che puo’ vantare 26 voti contrari al testo base: 21 democratici, 2 della Lega Nord, 1 di Svp, 1 di Ala, 1 fittiano. Si tratta della maggioranza della commissione, composta da 49 membri. A quel punto, decaduto il testo base, decade anche il relatore, che e’ il presidente della commissione affari costituzionali Andrea Mazziotti.

Domani in commissione dovrebbe accadere solo questo, spiegano fonti di partito. Ma e’ probabile che il Pd acceleri i tempi per formalizzare la presentazione del suo testo, il mattarellum corretto al 50 per cento di proporzionale, come testo alternativo. A quel punto spettera’ al presidente della commissione nominare un relatore e verificare i voti sulla nuova proposta. E’ probabile che il relatore sia un esponente del Pd, ma la decisione spetta al presidente Mazziotti.

Fonti del Pd spiegano che non valutano alternative al mattarellum corretto, anche se non escludono di ampliare la base di consenso intorno alla loro proposta.

M5S: DIKTAT PD INACCETTABILE, DEM IRRESPONSABILI

“Il diktat del Pd, che annuncia di non voler votare il testo base sulla legge elettorale, ma solo quello che propongono loro, il Verdinellum, è inaccettabile e da irreponsabili. I dem buttano la palla in tribuna e, pur di non far giocare gli avversari, scappano con il pallone”. E’ quanto affermano in una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali.

Con questa loro arroganza e irresponsabilità, sarà impossibile scrivere un testo condiviso e, quindi, la loro intenzione di arrivare a prendere la pensione privilegiata, che scatterà il 15 settembre, sarà portata a compimento. Inoltre, cosa più grave, è che andremo a votare con due leggi disomogenee, con il concreto rischio di consegnare il Paese all’ingovernabilità”, concludono.

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