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Presidenziali Iran, si ritira anche il sindaco di Teheran: si va verso corsa a due

La corsa alla presidenza dell'Iran si sta riducendo a un testa a testa tra i due candidati dei principali schieramenti
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ROMA – La corsa alla presidenza dell’Iran si sta riducendo a un testa a testa tra i due candidati dei principali schieramenti. A contrapporsi saranno  il capo di Stato uscente Hassan Rouhani, riformista, e Ebrahim Raissi, conservatore. Le consultazioni si svolgeranno il prossimo 19 maggio

A definire meglio questo scenario l’annuncio di stamani del sindaco conservatore di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, che ha deciso di ritirare la sua candidatura a favore di Raissi. “Chiedo ai miei sostenitori – si legge in una nota – di seguire il mio confratello Ebrahim Raissi. Spero che questa decisione sia l’inizio di una evoluzione economica a vantaggio dei diseredati e dei bisognosi”.

Con il ritiro di Ghalibaf, gli analisti intravedono la volonta’ di lasciare Raissi da solo a rappresentare i conservatori. Mostafa Mirsalim, il secondo rimasto in lizza, risulta piu’ debole e meno in vista.

Anche la lista dei candidati riformisti si sta assottigliando. Secondo alcune fonti sembra confermato l’imminente ritiro di Es-Hagh Jahanguiri, che dovrebbe sostenere apertamente l’uscente Rouhani. Una scelta, questa, già compiuta da Mostafa Hashemitaba qualche giorno fa.

Lunedi’ scorso, Rouhani ha lanciato un attacco durissimo ai conservatori, accusandoli apertamente di aver usato metodi repressivi contro la popolazione per 38 anni di seguito. “Il popolo non vi vuole – ha detto, secondo la stampa iraniana -. La vostra logica si fonda sui divieti, non avete altro da offrire. Io mi sono candidato per dire ai partigiani della violenza e agli estremisti che la loro epoca e’ finita”.

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