venerdì 15 Maggio 2026

Roma, scavi conclusi alla Casa del Jazz: nei cunicoli sotterranei nessun resto umano, solo qualche osso di animali

Questo il risultato delle indagini nella vecchia villa del boss della Magliana, Enrico De Pedis, poi usata dal cassiere del gruppo criminale, Enrico Nicoletti. Nei mesi scorsi molti avevano creduto che le gallerie potessero nascondere qualcosa, come il corpo di Emanuela Orlandi

ROMA – Nessun resto umano. Né armi né tesori. Solo qualche osso di animali e alcune vecchie bottiglie. Per 15 metri di scavi in tunnel parzialmente riempiti di terra da qualcuno che oggi non ha ancora un nome. Questo il risultato delle indagini, durate alcuni mesi, dei cunicoli sotterranei della Casa del Jazz, la vecchia villa del boss della Magliana, Enrico De Pedis, poi usata dal cassiere del gruppo criminale, Enrico Nicoletti. I risultati sono stati resi noti nel pomeriggio di oggi dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini, nel corso di una conferenza stampa in Prefettura.

Lo scavo, coordinato proprio dalla Prefettura, aveva innescato nei mesi scorsi la curiosità di molti per la possibilità che le gallerie potessero nascondere qualcosa: dal corpo di persone scomparse in passato, come il giudice Paolo Adinolfi o la stessa Emanuela Orlandi, alle armi della banda, fino al possibile tesoro del gruppo criminale. Secondo l’ex magistrato Guglielmo Muntoni, presente alla conferenza stampa di oggi, le gallerie sono state chiuse da qualcuno “e dopo riempite in parte da terra di riporto”. Successivamente è stata poi realizzata, sempre da ignoti, una scala di accesso ai cunicoli, nascosta da una botola e chiusa anch’essa dalla terra, per poter entrare di nascosto. “L’ipotesi- ha aggiunto Muntoni- è che qualcuno abbia chiuso tutto ma si fosse lasciato un varco per far uscire qualcosa. Perché crediamo che in passato le gallerie siano state usate per nascondere qualcosa che è stato successivamente portato via”. Forse tra il 1994 e il 1996, gli anni a cavallo del sequestro della villa.

“È stato comunque doveroso, visto il dubbio e visto chi ha abitato in quella casa- ha concluso Muntoni- portare avanti questi scavi”.

GIANNINI: SCAVATI IN TOTALE 25 METRI, NON ABBIAMO TRASCURATO NULLA

“Dal punto a cui erano arrivati gli speleologi, sono stati scavati ulteriori 15 metri e siamo arrivati a collegarci ad un altro sistema di galleria dove si entrava in un campo sportivo per ulteriori 10 metri. Quindi in totale sono stati 25 metri di scavi sotterranei. Riteniamo di non aver trascurato nulla. Altri accertamenti, fatti in un pozzo interrato, hanno portato al medesimo risultato. Anche in una casa di servizio che era lì accanto”. Così il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, nel corso della conferenza stampa in Prefettura.

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