– MO. GARCIA GRAU (WEWORLD): IN LIBANO MAI COSÌ TANTA DEVASTAZIONE
“In Libano la situazione è devastante: a Beirut gli attacchi sono rallentati ma continuano nel sud, così, accanto agli sfollamenti di massa, assistiamo a un livello di distruzione mai visto prima, col chiaro intento di impedire agli sfollati di tornare”. E’ la testimonianza condivisa con l’agenzia Dire da Beirut da Aloma Garcia Grau, direttrice paese di WeWorld in Libano. La responsabile avverte che i profughi hanno superato il milione e duecentomila su una popolazione di 4 milioni, e persino il 10% circa degli operatori di WeWorld ha perso la casa.
– SUDAN. CON LA GUERRA 29 MILIONI DI PERSONE A RISCHIO FAME
“Non chiediamo più cosa mangeremo. Chiediamo chi potrà mangiare”. E’ la testimonianza di Ikhla, una donna sfollata nel Nord Darfur, raccolta dall’organizzazione Azione contro la fame (Acf), che in occasione del terzo anniversario dallo scoppio della guerra in Sudan denuncia che i bisogni umanitari della popolazione hanno raggiunto livelli senza precedenti: 28,9 milioni le persone che vivono in condizioni di insicurezza alimentare acuta, mentre 14 milioni hanno dovuto lasciare le proprie case per i combattimenti tra l’esercito e i paramilitari delle Forze di supporto rapido. La fame, denuncia il responsabile Paese dell’ong, Samy Guessabi, “è conseguenza diretta del conflitto”, che ha causato la chiusura dei mercati e reso i commerci potenzialmente letali per la popolazione.
– PAKISTAN. I NON MUSULMANI DEL PUNJAB AVRANNO I LORO LIBRI DI RELIGIONE A SCUOLA
Gli studenti non musulmani del Punjab avranno i loro libri di religione: lo ha stabilito l’autorità per l’Educazione della provincia pachistana, portando a termine una battaglia per la libertà di culto e l’inclusione delle minoranze che proseguiva da tempo. In classe ora saranno disponibili testi per cristiani, induisti, sikh, buddisti, kalashani e zoroastriani. Una decisione storica, come ha commentato il professor Anjum James Paul, presidente dell’Associazione degli insegnanti per le minoranze, ricordando che il diritto all’istruzione religiosa senza distinzioni è garantito dalla Costituzione. In Pakistan la stragrande maggioranza della popolazione crede nell’islam, vale a dire quasi 230 milioni di persone su una popolazione di 260 milioni. Questo è anche all’origine di tensioni e violenze.
– PERÙ. PRESIDENZIALI, TESTA A TESTA TRA FUJIMORI E ALIAGA
Keiko Fujimori, candidata della destra conservatrice, si conferma in testa alle elezioni presidenziali in Perù con quasi il 17% dei voti, seguita col 13% dall’ex sindaco di Lima Rafael Lopez Aliaga, anche lui esponente della destra. I due si sfideranno al ballottaggio del 7 giugno, quando gli elettori auspicheranno di vedere la nascita di un governo duraturo. A febbraio infatti è stato destituito l’ottavo presidente in dieci anni, a cominciare da Pedro Catillo nel 2016. Una votazione però, quest’ultima, segnata da inediti ostacoli: l’Ufficio nazionale elettorale ha dovuto estendere di un giorno le procedure a causa di problemi tecnici che hanno impedito a migliaia di elettori di esprimere la propria preferenza sia a Lima sia in altre città e anche negli Stati Uniti, dove si concentra una delle principali comunità di peruviani all’estero.





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