venerdì 15 Maggio 2026

Pestaggio a Massa, la dinamica dell’aggressione nei filmati delle telecamere. Oggi dal gip i fermati maggiorenni

Proseguono le indagini sulla rissa che qualche giorno fa, a Massa, ha portato alla morte del 47enne Giacomo Bongiorni, finito a terra davanti agli occhi della compagna e del figlio di 11 anni

ROMA – Un pugno e poi un altro e un altro ancora: dalle immagini delle telecamere di sorveglianza (prive di audio) emergerebbero una violenza e una rapidità di colpi impressionante nella rissa andata in scena sabato sera a Massa, in piazza Felice , costata la vita al 47enne Giacomo Bongiorni. Gli inquirenti stanno ascoltando testimoni e aspettano intanto gli esiti degli accertamenti medico-legali in corso. L’accusa per tutti e tre i ragazzi è di concorso in omicidio volontario e rissa aggravata.
La Procura di Massa è al lavoro sui due maggiorenni fermati, mentre quella di Genova indaga sul 17enne che è risultato essere un pugile conosciuto a livello locale e nel circuito della boxe anche a livello nazionale. Oggi, i due fermati maggiorenni compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia: Eduard Alin Carutasu ha 19 anni e Ionut Alexandru Miron ne ha 23. La versione dei fermati sarebbe opposta a quella della famiglia di Bongiorni: avrebbero detto di essere stati aggrediti e di aver reagito per difesa. Il diverbio sarebbe nato perchè il cognato di Bongiorni aveva rimproverato i ragazzi che stavano lanciando dei bicchieri contro una vetrina. Nello specifico il 17enne, che avrebbe sferrato a Bongiorni il colpo decisivo che lo ha fatto finire a terra, avrebbe detto di averlo colpito dopo aver ricevuto, a sua volta, una testata.

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PIANTEDOSI: “VICENDA IMPONE SERIA RIFLESSIONE SU CRESCENTE VIOLENZA GIOVANILE”

“Il tragico episodio di Massa Carrara, i cui autori sono stati prontamente assicurati alla giustizia, e per il quale desidero esprimere la mia vicinanza personale e del governo ai familiari di Giacomo Bongiorni, è una vicenda che impone una seria riflessione sulla crescente violenza giovanile, che affonda le radici evidentemente in dinamiche familiari e sociali su cui è doveroso interrogarsi”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel corso del question time alla Camera.
“Il Governo- dice ancora- ha posto la massima attenzione a questi temi. Con il cosiddetto decreto Caivano e con altri provvedimenti, anche aspramente criticati da parte dell’opposizione, non sono state adottate solo misure di carattere securitario ma sono stati messi in campo interventi per rafforzare percorsi socioeducativi e attività formative. Abbiamo lavorato anche per contrastare la dispersione scolastica, passata dal 14 percento nel 2020 all’8 percento nel 2025, con dei picchi di riduzione in regioni di particolare sensibilità. Dispersione addirittura calata, con 5 anni di anticipo, sotto la soglia del 9 percento prevista dall’Agenda 2030″.

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