VIDEO | Coronavirus, come orientarsi sull’uso delle mascherine? La Sip dissipa dubbi

Agostiniani: "Non è scudo magico, importante tenere distanza e lavarsi mani"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA –  C’e’ molta confusione su quali mascherine sia giusto utilizzare per ridurre al massimo il contagio da Covid-19, soprattutto alla luce dell’uso obbligatorio in alcune regioni. “Temo che le persone possano confondere la mascherina con uno scudo miracoloso e che si sentano troppo sicure nel momento in cui le indossano. Nella realta’ le misure fondamentali, e’ ben piu’ importanti delle mascherine, continuano ad essere due: stare distanti e lavarsi le mani“. Parla alla Dire il vicepresidente della Societa’ italiana di pediatria (Sip) Rino Agostiniani, direttore dell’Area di Pediatria e Neonatologia dell’Azienda Usl Toscana Centro e primario del Reparto di Pediatria dell’Ospedale San Jacopo di Pistoia. Analizzando le differenti tipologie di mascherine, Agostiniani aggiunge: “Metterei in un unico contenitore le mascherine che servono per proteggere gli altri. Il prototipo sono quelle chirurgiche- chiarisce il medico- hanno gli elastici dietro le orecchie e delle caratteristiche tali per cui e’ difficile che cio’ che esca dalla propria bocca possa arrivare in contatto con altre persone. Invece- continua il primario- il loro valore difensivo nei confronti delle persone che la indossano e’ relativamente limitato“. Analogamente, le mascherine fai da te o di stoffa, che “proteggono gli altri in funzione della trama della stoffa: piu’ la trama e’ spessa e piu’ e’ protettiva per gli altri, meno e’ spessa e meno e’ protettiva”.

Altra cosa, invece, sono le mascherine con l’acronimo FFP2 – FFP3. “Questi sono dei dispositivi di protezione che devono essere utilizzati dal personale sanitario. Hanno delle capacita’ di filtraggio- specifica Agostiniani- e delle particelle esterne estremamente rilevanti, per cui hanno un grande significato protettivo per chi le indossa”. Anche in questo caso, tuttavia, il vicepresidente della Sip avanza una osservazione : “Vedo in giro persone che portano mascherine che hanno la valvola. La valvola non serve per modificare il potere filtrante, ma per consentire a chi la indossa di sopravvivere meglio. Vi assicuro che tenerla sei ore e’ molto faticoso. Allora- spiega il pediatra- quella valvola si apre in espirazione, pero’ nel momento in cui io espiro la valvola non protegge. Quelle maschere non sono assolutamente protettive per gli alti, proteggono solo chi le indossa. Se io vado dal fruttivendolo e lui indossa una maschera con la valvola, lui si protegge ma non protegge me”.

Osservare la gente aiuta, quindi, a capire meglio le dinamiche che si stanno strutturando nei comportamenti sociali. Un altro errore ricorrente, ad esempio, riguarda una facile distrazione: “La persona indossa la mascherina- prosegue Agostiniani- e la tocca molte volte sull’esterno con le mani, poi si stropiccia gli occhi. Quello e’ il modo giusto per portare qualcosa che si era formato sulla parte esterna della mascherina dentro di se’. La mascherina in teoria non andrebbe mai toccata nella sua parte esterna con le mani– chiosa il medico- perche’ se ti ha ‘protetto’ da qualcosa, quel qualcosa e’ rimasto li'”. Far indossare le mascherine ai piu’ piccoli, infine, non e’ cosa facile. “Anche le regioni come la mia, la Toscana, che ha sancito con delibera l’obbligo di indossare le mascherine, ha messo come soglia di esclusione per l’eta’ i sei anni. La trovo una scelta ragionevole- sottolinea lo specialista- e’ veramente complesso far portare in maniera relativamente prolungata una mascherina a un bambino di eta’ inferiore ai sei anni. Con quelli piu’ grandi si puo’ provare pero’, anche a loro, va spiegato bene che non sono uno scudo magico- conclude- e che bisogna sempre star distanti e lavarsi le mani”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

15 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»