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Migranti, Meloni attacca le opposizioni: “Calunniate l’Italia intera”

La premier interviene al question time alla Camera e parla di migranti, salario minimo, banche e transizione ecologica

Pubblicato:15-03-2023 16:26
Ultimo aggiornamento:16-03-2023 11:27
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ROMA – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si difende attaccando l’opposizione sui salvataggi in mare dei migranti. All’interpellanza di Riccardo Magi, di Più Europa, la premier si dice dispiaciuta che “per fini politici si finisce per mettere in discussione l’onore e l’operato di chi ogni giorno rischia la propria vita per salvarne altre e si finisce per calunniare l’Italia intera, offrendo strumenti a chi vuole caricare tutto il peso su di noi invece che assumersi le proprie responsabilita. La nostra coscienza è a posto – sottolinea Meloni durante il question time alla Camera -, spero che chi attacca il Governo ma non dice una parola sulle responsabilità degli scafisti possa dire lo stesso“.

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Nel naufragio di un barcone che si è ribaltato domenica scorsa con la morte di 30 persone al largo della Libial’Italia non solo è intervenuta, ma è intervenuta in acque non di sua competenza“, dice Meloni rispondendo a Magi. Il naufragio, sottolinea la premier “si è svolto in area Sar di responsabilità della Libia ed è stato inizialmente coordinato dalle autorità libiche. L’Italia ha assunto il coordinamento una volta ricevuta la comunicazione dell’impossibilità delle autorità libiche di impiegare i mezzi e su esplicita richiesta delle stesse”. Meloni rimarca anche l’emergenza degli sbarchi: “Mi pare evidente che stiamo assistendo da diversi mesi ad una pressione migratoria che ha pochi precedenti attraverso il Mediterraneo centrale verso l’Europa e dunque l’Italia”.

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“Già nelle prossime settimane chiederemo risposte immediate di sostegno in favore degli Stati del Nord Africa, Tunisia in testa vista la crisi profonda che sta vivendo e che può avere conseguenze molto preoccupanti per l’Italia e non solo”, dichiara Meloni nel question time alla Camera in risposta ad un’interrogazione di Maurizio Lupi e altri sulle iniziative, anche a livello europeo, volte a contrastare l’attività legata al traffico di migranti. “Vogliamo essere di impulso a tutta l’Europa per un nuovo rapporto con l’Africa. Lo abbiamo chiamato ‘piano Mattei’, ovvero una strategia di cooperazione incentrata su un rapporto paritetico, di reciproca crescita a interesse”.

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MELONI: “NO A VISIONE IDEOLOGICA DI MONDO SENZA CONFINI”

“L’immigrazione di massa – prosegue la premier – è un fenomeno di portata amplissima che riguarda la vita dei migranti, la tutela dei più fragili ma anche la sicurezza dei cittadini e la tutela della nostra società. Per questo ribadisco che il Governo non intende piegarsi alle molte e potenti pressioni di chi vorrebbe imporre la visione ideologica di un mondo privo di confini nazionali in nome di un indefinito diritto a migrare”. Le cause sono dei flussi migratori, dettaglia Meloni, “sono molteplici, le conosciamo: instabilità politica, crisi economiche aggravate dal conflitto internazionale e, non da ultimo, interessi di potenti organizzazioni criminali di trafficanti spesso dotati di proiezioni transnazionali“.

MAGI A MELONI: “VOLEVA AFFONDARE NAVI ONG, ORA ABBASSI LA TESTA”

“Proprio perché non abbiamo voluto calunniare le istituzioni vogliamo ricordare che la Marina ha sempre salvato vite in quelle acque” ma “vogliamo sapere cosa è cambiato nell’indirizzo politico che gli è stato dato e non nell’onore di quegli uomini“, risponde il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, durante il question time alla Camera alle accuse della premier.

“Nel momento in cui le autorità libiche dicono che non sono in grado di intervenire, allora la responsabilità ricade sulle autorità italiane. I libici non sono in grado di portare avanti le operazioni di salvataggio. La domanda non è ‘pensate davvero che le autorità italiane non vogliano salvare le vite?’. La domanda è: ‘è stato fatto tutto il possibile?‘ Capiamo il suo imbarazzo, visto che fino a poco temnpo fa andava dicendo che andavano affondate le navi ong, ma abbassi la testa”, dice Magi a Meloni.

MELONI: “DIRETTIVA CASE GREEN IRRAGIONEVOLE”

Sulle questioni climatiche “sono due i principi che ci muovono: sostenibilità ambientale, che mai deve essere disgiunta da sostenibilita economica e sociale; e poi, una volta definiti i target delle riduzioni delle emissioni, deve essere assicurata neutralità tecnologica” risponde la presidente del Consiglio a un’interrogazione di Angelo Bonelli sulla strategia del governo in campo energetico. “Gli italiani non hanno scelto un Governo composto da pericolosi negazionisti climatici, semplicemente riteniamo che nel rispetto degli impegni internazionali assunti circa la riduzione delle emissioni climatiche si debba mantenere un approccio pragmatico e non ideologico“.

La direttiva sulle case green approvata ieri dal Parlamento europeo, “a nostro avviso, ha obiettivi temporali che non raggiungibili per l’Italia, il cui patrimonio immobiliare è inserito in un contesto molto diverso da quello di altri Stati membri”, osserva Meloni. “L’azione negoziale italiana aveva consentito di rivedere le tempistiche di adeguamento delle prestazioni energetiche degli edifici, in modo da rendere il testo più graduale e meno stringente. Con il voto di ieri, il Parlamento europeo ha ritenuto di inasprire ulteriormente il testo iniziale. Consideriamo questa scelta irragionevole e mossa da un approccio ideologico che impone al Governo di continuare a battersi per difendere gli interessi dei cittadini

AUTO, MELONI: “NON CREEREMO DISOCCUPATI PER INTERESSI ALTRI PAESI”

Il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, ha presentato un’interrogazione sulle iniziative a favore della filiera dell’automotive nell’ambito del processo di transizione ecologica. Ecco la risposta di Meloni: “L’Italia condivide gli obiettivi della transizione digitale e energetica. Però questo presuppone un percorso che va fatto con gradualità e realismo. In Europa abbiamo spiegato che è possibile conseguire gli stessi obiettivi impiegando altre tecnologie oltre all’elettrico, come i carburanti sintetici senza un appiattimento acritico su strategie che premiano gli interessi di altri Paesi e penalizzano il nostro. Il rinvio del voto ci ha soddisfatti, il nostro obiettivo è consegnare a chi verrà dopo di noi una terra più pulita senza devastare il nostro sistema produttivo e creare altri disoccupati”.

LE PAROLE DI MELONI SU GAS E NUCLEARE

“Il Governo considera il gas naturale come il vettore energetico della transizione – nota Meloni – cioè come il vettore necessario a garantire all’Italia maggiore autonomia e a contribuire alla realizzazione del nostro progetto strategico che vede l’Italia come hub europeo dell’energia”. E sul nucleare, la premier spiega: “Su un’eventuale autorizzazione per le centrali nucleari questo Governo rimane pragmatico e ispirato al principio della neutralità tecnologica. Non intendiamo intraprendere alcuna azione in assenza di un eventuale atto di indirizzo del Parlamento, senza il suo coinvolgimento non potremmo assumere alcun impegno a livello internazionale”.

BANCHE, MELONI: “DAL GOVERNO MASSIMA ATTENZIONE”

C’è “la massima attenzione del Governo” su quanto sta succedendo sui mercati finanziari dopo il crollo di Silicon Valley Bank e l’impatto anche sulle Borse europee, assicura la premier rispondendo all’interrogazione del deputato del M5S Francesco Silvestri. “Il rialzo dei tassi della Bce produce un aumento degli utili da commissioni bancarie”, e “il costo medio degli interessi a famiglie e imprese è cresciuto”. Sul superbonus, invece, la premier spiega: “Il Governo è intervenuto e continuerà a farlo per garantire il riassorbimento dei crediti fiscali in circolazione, stando attenti che anche questo non si traduca in un modo per lucrare impropriamente su rendite di posizione”. Meloni aggiunge che bisogna “prevenire gli squilibri generati da norme che hanno consentito delle distorsioni“.

MELONI: “MAI ACCESSO AL MES CON ME AL GOVERNO”

Il deputato di Italia Viva Luigi Marattin chiede conto a Meloni della ratifica della riforma del Trattato istitutivo del Meccanismo europeo di stabilità. E la premier è netta: “Con me al Governo l’Italia non accederà mai al Mes. E temo che non vi accedano neanche gli altri, come nessuno ha pensato di attivare la linea di credito del Mes durante la pandemia, quando le condizionalità erano inferiori a quelle di partenza”.

“Gli strumenti si giudicano in relazione alla loro efficacia in un determinato contesto – continua la presidente del Consiglio – lo scorso novembre il Governo ha ricevuto dal Parlamento il mandato a non ratificare la riforma del Mes in assenza di un quadro chiaro regolatorio europeo in materia bancaria“. Meloni si chiede se “abbia senso ragionare su uno strumento alimentato con decine di miliardi che nessuno intende usare”. E poi cita il presidente di Confindustria Carlo Bonomi che chiede di far diventare il Mes uno strumento di politica industriale. “La proposta di Confindustria è presa seriamente in considerazione da questo governo”.

PNRR, MELONI: “PRONTI AD AIUTARE I COMUNI IN DIFFICOLTÀ”

Infine, sul Pnrr, Meloni risponde al capogruppo della Lega, Riccardo Molinari: “Il Governo è consapevole delle difficoltà dei Comuni italiani. Siamo disponibili a valutare ulteriori interventi e risorse destinate agli enti locali”.

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