All’IC Falcone-Borsellino di Offanengo 8 incontri per la legalità

Organizzati per celebrare la 26esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia
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ROMA – Manfredi Borsellino, figlio del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992; Claudio Fava, figlio del giornalista Giuseppe ammazzato da Cosa Nostra; Gregorio Porcaro, ex vice parroco di don Pino Puglisi. Sono solo tre degli otto incontri che l’istituto comprensivo ‘Falcone e Borsellino’ di Offanengo (Cremona) ha organizzato per celebrare la 26esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia in calendario sabato 21 marzo.

Per l’occasione la scuola, diretta da Romano Dasti, ha pensato di organizzare un’intera settimana dedicata alla memoria e alla cultura coinvolgendo tutti i plessi della primaria dell’istituto e le due scuole secondarie di primo grado di Offanengo e Romanengo. Seppur a distanza, come previsto dalle ultime disposizioni governative, si terranno otto incontri con dei testimoni eccezionali che parleranno alle classi quinte delle elementari e alle terze delle medie.

Il percorso è partito oggi con una testimonianza significativa: alle 10.30 Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, ucciso nella strage di via D’Amelio si è collegato con la scuola di Madignano. Domani a parlare ai ragazzi del plesso di Salvirola sarà, invece, Pinuccio Fazio, papà di Michele, 15enne barese ucciso il 12 luglio 2001 davanti alla propria abitazione, durante una sparatoria. Da allora papà Pinuccio non ha smesso di incontrare i giovani per fare memoria del figlio e per spiegare loro l’importanza di non essere mai indifferenti.

Sempre domani alle 11, da Napoli si collegherà con la quinta di Ricengo, Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo, assassinata dalla Camorra l’11 giugno del 1997 durante una sparatoria in città. Alessandra Clemente, oltre a essere la figlia di una vittima innocente è anche assessore del Comune di Napoli con la giunta De Magistris.

Mercoledì sarà la volta di Claudio Fava, figlio del giornalista Giuseppe, fondatore del giornale ‘I Siciliani’ ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984. Il figlio, anche lui giornalista, scrittore, sceneggiatore tra l’altro del film ‘I cento passi’ dedicato a Peppino Impastato, oggi è anche deputato all’Assemblea regionale siciliana. Giovedì il programma propone altri due incontri: I ragazzi delle quinte di Offanengo, incontreranno sempre online Graziella Accetta, la mamma di Claudio Domino, un bambino 11enne ucciso da Cosa Nostra. Ma non solo. Con lei ci sarà anche Massimo Sole, fratello di Gian Matteo, altra vittima innocente di mafia.

A Romanengo, invece, sarà protagonista Tina Montinaro, la moglie di Antonio Montinaro, il capo scorta di Giovanni Falcone, morto nella strage di Capaci del 23 maggio 1992. Gli ultimi due appuntamenti sono rivolti alle scuole medie. Venerdì 19 alle 9, Luisa Impastato, la nipote di Peppino Impastato, ammazzato da Tano Badalamenti, il 9 maggio del 1978 sarà ospite delle terze medie di Romanengo mentre Gregorio Porcaro, ex vice parroco di don Pino Puglisi, ucciso da Cosa Nostra il 15 settembre 1993, racconterà la sua esperienza accanto al prete di Brancaccio, agli alunni delle terze di Offanengo. Anche tutte le altre classi, compresi i bambini della scuola dell’infanzia sono stati coinvolti nel progetto. Ogni insegnante ricorderà, nelle lezioni online, i bambini vittime di mafia e ogni alunno il 21 appenderà una stella con scritto il nome di un piccolo ucciso, alla finestra di casa propria.

“L’iniziativa – spiegano gli organizzatori – è nazionale ed è promossa da Libera e dal ministero dell’Istruzione. Quest’anno lo slogan scelto è ‘A ricordare e riveder le stelle’. Anche noi abbiamo scelto di farlo organizzando una serie di eventi che portano in aula dei testimoni. I bambini hanno bisogno di testimonianze credibili. La scuola ha il compito di insegnare a fare memoria a partire dai più piccoli. Con questa manifestazione siamo certi di passare il testimone a loro, ai più giovani, perché un giorno possano a loro volta passarlo ad altri ragazzi”.

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