VIDEO | ‘Sient’Ancora’ il folk and roll mediterraneo degli Aftersat

La band napoletana al debutto con l'ep 'Intosole' dopo il successo al Lennon Festival di Catania
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NAPOLI – “Folk and roll mediterraneo”, così la band napoletana degli Aftersat definisce la propria musica al debutto con l’ep ‘Intosole’. Un disco anticipato da ‘Sient’Ancora’ che in questi giorni ha preso vita sulle principali piattaforme musicali e, con il video, su YouTube. Un brano che per la band segna anche l’abbandono temporaneo della “comfort zone” della lingua anglosassone per un ritorno a casa: il dialetto napoletano. Una rivoluzione copernicana che distingue gli Aftersat dalla maggioranza dei colleghi italiani per i quali l’inglese è un approdo, un trampolino di lancio per l’oltrefrontiera.

Il fatto di scegliere il napoletano per farsi conoscere al grande pubblico non vuol dire, spiega alla Dire il frontman Salvatore Pone, un addio definitivo all’inglese: “abbiamo seguito questo consiglio e lo abbiamo fatto nostro. Lo abbiamo trovato buono e funzionale anche per la scrittura dei testi in particolare di ‘Sient’Ancora’ e degli altri due brani che comporranno l’ep e che mi sono preso la ‘briga’ di scrivere io”. “Scrivendo in napoletano – gli fa eco Alessia Torinelli, altra voce del gruppo – viene fuori una tradizione forte che quando scrivi in inglese non riesce e venir fuori”. “È qualcosa di più originale e soprattutto – precisano all’unisono – più collocabile nell’ambito del bacino del Mediterraneo”, ovvero la platea di reale interesse della band. “Credo – chiosa Pone – sia questa la chiave di lettura migliore: associare ad uno stile musicale non propriamente folcloristico ma contaminato da musica internazionale sia mediterranea che anglosassone al napoletanNoi – ci tiene a precisare – non ci ispiriamo o rifacciamo a quelli che sono i modelli cantautoriali attuali della scena campana o napoletana”. “Intosole” nasce dopo l’affermazione degli Aftersat al Lennon Festival di Catania. Prodotto dalla Dcave Records è stato registrato nello storico The Cave Studio. “Sient’ Ancora” parla di un legame perduto che ha lasciato un ricordo vivo, nonostante la separazione ma che, irrimediabilmente, non tornerà più. L’intento è stato quello di creare smarrimento ed una continua alternanza tra luce ed ombra, tra personaggio ed alter ego. Ognuno dei componenti della band nel video ha, infatti, un suo alter ego, l’opposto di ciò che è nella realtà, dall’outfit alle movenze.

Il disco nasce così in piena pandemia e la sua diffusione e conoscenza, così come quella della band, nota per le esibizioni live in piazze e festival, avverrà grazie ad una strategia ‘social’. Se da un lato, spiega Torinelli, oggi è facile “farsi conoscere grazie alla piattaforme, dall’altro diventa complesso perché, soprattutto in questo periodo di pandemia, c’è un mare di roba che esce”. Una complessità che colpisce tutti gli artisti e, a maggior ragione, chi come gli Aftersat è abituato alle performance live. “L’unico posto dove possiamo suonare, fare qualcosa, non appena riaprono è la strada – ammette Alessia -.Teatri zero come i locali, di concerti non parliamo proprio quindi non ci resta che la strada. È dove abbiamo cominciato a suonare e lo faremo anche in questo periodo pandemico”. “Post pandemico. Speriamo post”, puntualizza Salvatore
Gli Aftersat sono: Salvatore Pone (chitarra acustica, voce), Alessia Torinelli (ukulele, chitarra acustica, voce), Giuseppe Passeri (basso), Mirko Di Bello (batteria), Davide Correra (chitarra elettrica).

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