VIDEO | Coronavirus, il guru del Kazakistan: “Ci salveremo, e ho pure la formula chimica”

Grigorij Petrovic Grabovoj ed è un professore di matematica del Kazakistan. Ha una passata condanna per frode aver promesso di resuscitare i bambini della strage di Beslan
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ROMA – Il coronavirus si batte con la spiritualità. E realizzando subito un vaccino e un farmaco, a partire da una formula chimica già pronta. La mia. È questa la ricetta anti-pandemia presentata in “esclusiva mondiale” da Grigorij Petrovic Grabovoj. Lui, il guru, un professore di matematica nato 57 anni fa in Kazakistan, è stato descritto nel tempo come mago dei numeri e messia, perseguitato politico e ciarlatano.

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L’annuncio, affidato a una video-intervista pubblicata in questi giorni sul sito della sua fondazione, comincia con un appello all'”anima spirituale” e alla “coscienza dell’umanità”, invitata a progredire nel “sostegno reciproco, nella compassione e nello sviluppo delle tecnologie” per prevenire anche le epidemie più insidiose.

Dopo le prime battute, lo sguardo assorto in favore di telecamera, arriva l’affondo: “Posso mettere subito a disposizione una formula chimica per realizzare sia un vaccino che un farmaco, il cui uso può essere reso più efficace dall’impiego di un’apparecchiatura messa a punto da me, che permette di risparmiare tempo in questa prima fase di emergenza”. Grabovoj fa appello ai “laboratori certificati” affinché creino “partnership internazionali” e risponde a una domanda sull’Italia, definendola Paese “ad alto potenziale di spiritualità”, capace di superare la crisi e trasmettere la sua esperienza a livello internazionale. 

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Difficile capire cosa sarà. Di certo, di Grabovoj negli ultimi anni si è parlato spesso. Il professore, teorico di un sistema “di salvezza e sviluppo armonioso”, esule in Serbia a causa di quella che definisce “una campagna diffamatoria in Russia”, ha già avuto problemi con la giustizia. Come quando nel 2008 è stato condannato a 11 anni di carcere con l’accusa di frode per aver promesso la resurrezione dei bambini uccisi nell’attentato terroristico nella scuola di Beslan.

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