Cristiana Capotondi contro il femminicidio nella serie crime ‘Bella da morire’

In onda da domenica 15 marzo in prima serata su Rai1
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ROMA – Cristiana Capotondi ancora una volta torna davanti la macchina da presa per raccontare la violenza sulle donne. Lo ha fatto nel film per la tv ‘Io ci sono’ interpretando Lucia Annibali, l’avvocatessa pesarese sfregiata con l’acido nel 2013 dal suo ex-fidanzato Luca Varani, e nella pellicola di Marco Tullio Giordana, ’Nome di donna’, nel ruolo di Nina, una ragazza alle prese con le molestie e gli abusi sul luogo di lavoro.

Nella serie crime ‘Bella da morire’ la Capotondi, nel ruolo dell’ispettrice di polizia Eva Cantini, racconta il femminicidio: un tema tristemente attuale che riempie le cronache tutti i giorni. Diretta da Andrea Molaioli, la serie racconta una storia di donne forti, emancipate, appassionate del loro lavoro che cercano insieme di scoprire la verità e fare giustizia per Gioia e le altre donne alle quali è stata tolta la voce e, talvolta, la vita. E queste ‘eroine quotidiane’ sono, oltre Eva, il pm Giuditta Doria (interpretata da Lucrezia Lante della Rovere) e Anita Mancuso (interpretata da Margherita Laterza), un genio della medicina legale. Al trio si aggiunge il poliziotto Marco Corvi (interpretato da Matteo Martari) che, già dalla prima puntata vista in anteprima, si dimostra una figura importante per la risoluzione dei casi, che animano le cronache di un paese apparentemente tranquillo in riva al lago.

(Foto di Maria Marin)

Dalla prima puntata è difficile capire l’andamento di una serie. Certamente ‘Bella da morire’ è un prodotto che si allontana dal ‘visto e rivisto’ in tema di violenza di genere. Il team creativo, infatti, è riuscito a creare un racconto interessante attraverso la strada del contagio emotivo alla storia e alle figure che si muovono dentro. Un risultato questo sostenuto da una buona sceneggiatura e da una Cristiana Capotondi che, anche per questa volta, conferma la sua versatilità.

ANTICIPAZIONI DELLA PRIMA PUNTATA

Nel primo episodio, l’ispettrice Cantini, fa ritorno a Lagonero, sua città natale, per dare una mano alla sorella Rachele (interpretata da Benedetta Cimatti), giovane mamma single del piccolo Matteo, che sta attraversando un periodo complicato. Il suo arrivo in commissariato però non è dei più semplici. Eva dimostra fin da subito di avere un carattere duro e spigoloso e il questore Festi la accoglie altrettanto bruscamente: i due non potranno che scontrarsi. Quando Claudio Scuderi (interpretato da Paolo Sassanelli) si presenta in commissariato per denunciare la scomparsa della figlia Gioia, aspirante showgirl, Eva sembra essere l’unica a intuire che non si tratti di una semplice sparizione. La Cantini, infatti, si occupa esclusivamente di donne scomparse e sa, per esperienza, che non scappano mai volontariamente. E quindi lotta, fa le cose a modo suo, non demorde finché il pm Giuditta Doria le consente di avviare un’indagine.

Così Eva, grazie alla sua testardaggine e all’aiuto del collega Marco Corvi fa una drammatica scoperta su Gioia. Nel secondo episodio, continuano le indagini sulla morte dell’aspirante showgirl in mezzo al dolore profondo della famiglia della ragazza. I primi sospetti dell’omicidio cadono sul marocchino Amir, l’ultimo ad aver parlato con Gioia da viva, ma il ragazzo viene rilasciato subito per mancanza di prove e questo a qualcuno non sembra andar bene. Non a caso il ragazzo scompare e si pensa ad un tentativo di giustizia sommaria. Eva, con un intervento provvidenziale, riesce ad evitare una inutile tragedia.

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15 Marzo 2020
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