“Mascherine poche e inadeguate, è intollerabile”. Conte: “È nostra priorità

L'allarme dei sindacati: "Alle Regioni si stanno distribuendo mascherine in tessuto sintetico che non possiedono i requisiti necessari per garantire l’adeguata protezione". Il premier assicura attenzione
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ROMA – Il problema mascherine per fronteggiare il coronavirus è al momento la priorità del governo. A dirlo è lo stesso premier Giuseppe COnte, che interviene sul tema dopo le polemiche arrivate ieri dalla Lombardia (dove sono state inviate dalla Protezione civile mascherine non idonee a prevenire il contagio) sia l’allarme lanciato stamani dai sindacati, preoccupati per i medici e infermieri e per tutta la salute pubblica.

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CONTE: “MASSIMA ATTENZIONE A LOMBARDIA”

“La nostra priorità è far lavorare in sicurezza medici, infermieri e tutto il personale sanitario che con coraggio e spirito di abnegazione si sta prodigando per la cura dei cittadini, dedicandosi a questa emergenza sanitaria senza risparmiare energie. Come governo siamo strenuamente impegnati – e io stesso attraverso contatti con i miei omologhi – per procurare in tempi brevissimi i dispositivi di protezione che consentano loro di lavorare in massima sicurezza. C’è massima attenzione per la situazione in Lombardia”. Così il presidente del consiglio Giuseppe Conte.

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L’ALLARME DEI SINDACATI: “INTOLLERABILE MANCANZA”

“Non possiamo non sottolineare per l’ennesima volta come persista in maniera diffusa una intollerabile situazione relativa alla scarsità e alla inadeguatezza nella diffusione dei Dispositivi di protezione individuali che riguarda sia le strutture sanitarie che le strutture sociosanitarie residenziali del nostro paese. E’ di queste ore la distribuzione in diverse regioni, da parte delle aziende sanitarie, di mascherine in tessuto sintetico che non possiedono i requisiti necessari per garantire l’adeguata protezione a chi opera nelle strutture direttamente dedicate alla cura del Covid-19″. Lo scrivono i sindacati in una lettera indirizzata al presidente del consiglio Giuseppe Conte, al ministro della salute Roberto Speranza e al commissario delegato Domenico Arcuri.

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A firmare la missiva i Segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo, di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi, di Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Uil Fpl Area Medica, Andrea Filippi, Biagio Papotto, Roberto Bonfili. I sindacati denunciano alcune rilevanti difficoltà esistenti nell’ambito delle attività svolte dalle strutture sanitarie e sociosanitarie per fronteggiare l’emergenza pandemica che sta attraversando il nostro paese. In queste ore drammatiche in cui si moltiplicano le attestazioni di solidarietà delle cittadine e dei cittadini nei confronti del personale sanitario, facciamo i conti con alcuni provvedimenti sbagliati e con alcune inefficienze organizzative insopportabili e molto pericolose per la salute pubblica”.

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In primo luogo, scrivono, c’è la scarsità e l’inadeguatezza delle mascherine. Poi il possibile rischio derivante dal fatto che il personale sanitario entrato a contatto con pazienti covid 19 non sia posti in quarantena a continuino a lavorare, se non nel caso di sintomaticità manifesta. “Questo fatto- concludono i sindacati- sommato alla oramai cronica scarsità dei dispositivi che porta le aziende a veri e propri razionamenti degli stessi, ove presenti, oltre a mettere a repentaglio la salute degli operatori e delle persone che – in ambito lavorativo e privato – entrano in contatto con loro, sta generando un diffuso e fortissimo malumore in un personale che, come ben sapete, è sottoposto ad un carico materiale ed emotivo senza precedenti nella storia repubblicana”.

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I sindacati, pur riconoscendosi pienamente nel percorso di confronto che le Confederazioni stanno portando avanti con il Governo e nella consapevolezza del complesso delle difficoltà che le Istituzioni stanno affrontando, sono con la presente a richiedere con forza un immediato e dettagliato riscontro in merito al programma di forniture di Dpi in essere, che dia conto non solo delle quantità e dei tempi di consegna, ma anche della rispondenza delle stesse ai requisiti tecnici necessari”.

Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre “la convocazione del tavolo previsto dall’articolo 13 del D.L. 9 marzo 2020 n. 14 al fine di giungere ad una rapida definizione dell’accordo quadro ivi previsto. L’emergenzialità impone tempestività e coerenza negli interventi, siamo certi che risponderete all’aspettativa di milioni di lavoratori che si stanno caratterizzando per un alto senso del servizio pubblico a favore della collettività”.

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15 Marzo 2020
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