Grida “Allah Akbar” sul treno, panico tra i passeggeri

L'uomo è senza fissa dimora, disoccupato e con precedenti di polizia per reati in materia d’immigrazione clandestina e ricettazione
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BOLOGNA – Ha gridato “Allah Akbar” e ha scatenato il panico tra i passeggeri che, con lui, ieri pomeriggio viaggiavano a bordo del treno regionale partito dalla stazione centrale di Bologna e diretto a Venezia. Una viaggiatrice ha preso il telefono e chiamato i Carabinieri di Bologna che, a loro volta, hanno allertato le pattuglie dislocate lungo la tratta ferroviaria: fatto sta che l’uomo, il 38enne marocchino Rachid Bousaid , è stato ‘intercettato” alla stazione di San Pietro in Casale dai militari dell’Arma che lo hanno riconosciuto grazie a una descrizione fatta dal capotreno.

Alla vista dei militari, lo straniero, senza fissa dimora, disoccupato e con precedenti di polizia per reati in materia d’immigrazione clandestina e ricettazione, ha ammesso le proprie responsabilità, giustificandosi di aver pronunciato la frase in un momento di preghiera, ma in realtà era ubriaco. Dopo aver trascorso la notte all’ospedale di Bentivoglio per accertamenti, questa mattina, i Carabinieri l’hanno accompagnato alla compagnia dell’Arma di San Giovanni in Persiceto per il fotosegnalamento, in attesa di essere trasferito negli uffici della Questura di Bologna, per valutare un provvedimento di espulsione con imbarco immediato e rientro in patria.

IL LEGHISTA CI SCHERZA SU: “ANCH’IO LO FACCIO SEMPRE ALLE POSTE”

L’episodio del panico scatenatosi ieri sul treno regionale di fronte alla frase simbolo del terrorismo islamico (“Allah Akbar”) pronunciata da un marocchino ubriaco scatena l’ironia sui social. E dal consigliere comunale bolognese del Carroccio, Umberto Bosco, arriva una battuta geniale: “Lo faccio sempre anch’io per accorciare la fila alle poste. Funziona di brutto!”, si legge sulla sua pagina Facebook.

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