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Nordio: “Cospito orienta ancora gli anarchici, no alla revoca del 41-bis”

Il ministro della Giustizia interviene alla Camera e sul caso Donzelli spiega: "Nessuna intercettazione è stata divulgata"

Pubblicato:15-02-2023 17:50
Ultimo aggiornamento:16-02-2023 10:57
Canale: Politica
Autore:
carlo-nordio
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ROMA – “Il 9 febbraio, dopo i pareri delle autorità giudiziarie interessate ho firmato il decreto” che respinge “la revoca anticipata del 41-bis avanzata il 12 gennaio dal difensore di Alfredo Cospito. Gli elementi di novità addotti dalla difesa non sono dotati della necessaria portata demolitoria dei presupposti per il mantenimento di questo regime. Questa valutazione ha riscontro nel parere espresso il 31 gennaio dallo stesso Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio nel corso dell’informativa urgente alla Camera sull’anarchico detenuto in regime di carcere duro e in sciopero della fame dallo scorso 20 ottobre.

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Il Guardasigilli fa sapere che “permane la capacità” di Cospito “di orientare le iniziative di lotta della galassia anarchica insurrezionalista”. E a proposito dello stato di salute dell’anarchico, Nordio aggiunge: “È assicurato il continuo quotidiano monitoraggio di Alfredo Cospito, le cui condizioni di salute sono monitorate in tempo reale”.

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Il ministro della Giustizia torna poi sul caso politico che ha coinvolto il vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro: “Le parole riferite in aula da Donzelli non sono relative a documenti sottoposti a segretezza. Nessuna intercettazione è mai stata divulgata“.

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IL PD INSISTE: “DONZELLI SI DIMETTA”

“Sarebbe carino se capire” se dire che gli atti sono “di ‘limitata diffusione’ vuol dire venire in Aula e utilizzarli come sono stati utilizzati. In realtà quelli erano atti riservati e non divulgabili. Non si può averne una copia secondo gli articoli che voi stessi avete citato”. Così la presidente dem alla Camera, Debora Serracchiani, in Aula dopo l’informativa del Guardasigilli Nordio sul caso Donzelli.

“Ci sono atti che non sono accessibili nemmeno a noi parlamentari – aggiunge la deputata del Pd – non possiamo accedere alle planimetrie delle case e nemmeno ai curricula per un posto da ad in una società in house. E poi mi sarebbero accessibili i dialoghi dei detenuti al 41 bis? Le pare normale, ministro?“.

Serracchiani prosegue: “Di fronte a questo stato di cose, nessun magistrato avrebbe dubbi. Quindi capisco il suo imbarazzo, ministro. Da tutto questo ora se ne esce con un arzigogolo giuridico ma nessuna richiesta agli atti è mai stata fatta da Donzelli e, prima del 31 gennaio, mai è stato presentato un atto di sindacato ispettivo da parte di Donzelli o FdI. In un Paese normale basterebbe questo per chiedere scusa e lasciare la vicepresidenza del Copasir“.

“La legge, caro ministro, non si può piegare alle ragioni di parte, né interpretare secondo convenienze di parte: lo dico a lei che è stato uomo di legge. Non lo dimentichi”, dice ancora Serracchiani rivolta a Nordio. Con la divulgazione degli atti, secondo la presidente dem a Montecitorio, è stata “messa a rischio la sicurezza nazionale, la procedura giudiziaria e l’esistenza stessa del 41-bis. Grazie a voi, oggi le organizzazioni criminali sanno tutto quello che non avrebbero dovuto sapere”.

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