Blitz in Veneto: nella rete dei bracconieri erano finite anche le tartarughe

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La polizia ittico venatoria per la vigilanza ambientale della Città metropolitana di Venezia ha effettuato controlli nel Comune di San Donà di Piave, individuando 350 metri di reti abusive da pesca in un ramo del canale Brian, destinate a catturare carpe e siluri
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VENEZIA – La polizia ittico venatoria per la vigilanza ambientale della Città metropolitana di Venezia ha effettuato tra ieri e oggi un doppio blitz contro il bracconaggio nel Comune di San Donà di Piave, individuando 350 metri di reti da pesca in un ramo del canale Brian, destinate a catturare carpe e siluri, e in cui erano rimaste incastrate anche delle tartarughe. Il blitz è scattato grazie ad una segnalazione del consigliere metropolitano Costante Marigonda e alle indicazioni della Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee). Gli agenti della Polizia ittico venatoria hanno individuato un primo punto in cui erano presenti delle reti abusive calate nell’acqua e hanno deciso di predisporre un appostamento in attesa che qualcuno le recuperasse.

Nella serata di ieri, attorno alle 20, un’auto con targa dell’Est Europa si è fermata nei pressi delle reti, e un uomo con una torcia è sceso per verificare che queste fossero ancora al loro posto. Al momento dell’intervento della polizia la rete aveva imbrigliato una decina di testuggini autoctone, che sono state subito liberate, alcune carpe e un esemplare di siluro del peso di circa 30 chili. Questa mattina gli agenti della polizia ittico venatoria sono tornati sul posto, individuando una seconda rete lunga 250 metri, che aveva imbrigliato 25 carpe e sette siluri. La targa dell’auto avvistata domenica sera è stata segnalata ai Carabinieri di San Donà.

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