Zaia: “Ci hanno proposto lotti da 12 e 15 milioni di vaccini”

luca zaia
Il presidente del Veneto racconta di aver trovato ben due canali per l'acquisto autonomo di dosi: "Oggi il direttore della sanità regionale scriverà ad Arcuri per chiedere l'autorizzazione a procedere"
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VENEZIA – “Noi abbiamo un canale che ci propone 12 milioni di dosi, un altro che ce ne propone 15 milioni… E ci dicono che andiamo a caricarle in azienda, a prezzi in linea con quelli pagati finora”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera. “Noi abbiamo scritto ad Aifa che dopo 10 giorni ci ha risposto di chiedere ad Arcuri, oggi il dottor Flor scriverà ad Arcuri”, continua Zaia. Il canale di fornitura fa riferimento al mercato europeo, ma non all’Unione europea, e questo consentirebbe di procedere. “La mia speranza è di aver scoperto una via di fornitura nuova e che l’Italia possa giovarne… Noi la portiamo in dote sta cosa, non so più come spiegarlo”, conclude Zaia.

IL VENETO SCRIVE AD ARCURI PER L’ACQUISTO AUTONOMO DI VACCINI, “E SENZA OMISSIS”

Finora abbiano indagato se le informazioni che ci venivano fornite erano vere, da qui non possiamo andare avanti di un millimetro perché sarebbe negoziare“. Lo afferma il direttore della sanità veneta Luciano Flor, a margine della conferenza stampa del presidente della Regione Luca Zaia. “Noi scriveremo alla struttura commissariale del Governo informandola di quello che abbiamo trovato e chiedendo l’autorizzazione a procedere. C’è un impegno reciproco a mantenimento di riservatezza, ma la nota che faremo alla struttura commissariale del Governo non avrà omissis e siamo a completa disposizione di chi ci vuole chiedere qualcosa”, continua Flor precisando di aspettarsi che “perlomeno possa esserci un approfondimento”.

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Detto questo, va sottolineato che “il nostro non è uno sforzo separatista, ma di collaborazione“, precisa il direttore della sanità veneta. “È vergognoso si continui a parlare di azioni scorrette quando lo scorso marzo tutti noi correvamo alla velocità della luce per comperare mascherine e respiratori, ma poi con la mutualità abbiamo sempre dato tutto”, aggiunge Zaia chiedendo di non “continuare con la storia della sperequazioni tra Regioni”.

ZAIA: “LA VARIANTE INGLESE? IN VENETO C’È ALMENO DA NATALE”

La variante inglese “in Veneto è stata sequenziata la notte di Natale, io l’ho annunciato il 27 dicembre e vi ricordate cosa dicevano.. Pareva che volessi usarla come giustificazione per quello che è accaduto in Veneto. Adesso invece viene fuori che è una variante altamente contagiosa e porta i sistemi al collasso…” spiega Zaia, sottolineando l’informazione anche per chiarire la sua posizione rispetto alla richiesta di lockdown avanzata da parte del mondo scientifico. “Se la giustificazione è la variante inglese noi ce l’avevamo già il 24 dicembre”, conclude Zaia, spiegando che oggi l’incidenza della variante inglese in Veneto è “tra il 17 e il 18%“.

“Ma chi dice di fare lockdown ha informazioni che noi non abbiamo?- chiede il presidente della Regione Veneto- Se tu sei uno scienziato e dici che bisogna fare lockdown cosa rischi? Non hanno responsabilità giuridica nel dirlo“, chiede poi Zaia. “Non vorrei ci fosse in atto la gara di rilanciare, le dichiarazioni più avventurose le fa chi non deve firmare provvedimenti… Abbiamo o non abbiamo diritto di sapere se ci sono basi scientifiche?”.

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Visto il quadro epidemiologico attuale, nonostante il Veneto sia tra le Regioni in cui al momento la curva dei contagi sta calando maggiormente, per quanto riguarda le scuole “è prudenziale continuare con presenza al 50% fino alla scadenza del Dpcm, che scade il 5 marzo”. A tre settimane dalla ripresa delle lezioni in presenza in Veneto, con la scadenza dell’ordinanza regionale che limitava al presenza al 50% invece del 75% permesso a livello nazionale, quindi, la Regione emetterà un’altra ordinanza valida fino al 5 marzo.

“PER LA MONTAGNA NON SOLO RISTORI, QUI DEVONO PAGARE I DANNI”

“I nostri operatori hanno battuto le piste da sci coi gatti delle nevi, hanno chiamato i lavoratori stagionali, hanno riempito le dispense di cibo, hanno preso le prenotazioni, hanno tenuto riscaldamento acceso perché i muri non si riscaldano in una notte… Non è solo una questione di ristori, qui devono pagare i danni“. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale, intervenendo in merito allo slittamento dell’apertura degli impianti sciistici. “È raccapricciante e imbarazzante che l’ordinanza sia stata emanata quattro ore prima della possibilità di aprire le piste. Perché noi abbiamo anche le piste illuminate e avremo potuto aprirle a mezzanotte e un minuto”, attacca Zaia spiegando che il Veneto, in realtà, in via prudenziale e per senso di responsabilità ha “fatto un’ordinanza che posticipava la riapertura al 17 febbraio, saltando a piè pari il carnevale”. Aprire, continua Zaia, sarebbe stato “un segnale”, ma anche “un atto diseconomico”, in quanto “questa ormai è una stagione persa”. E per quanto riguarda il fatto che al momento in carica ci sia un nuovo governo, che include peraltro anche la Lega, “questo è un brutto incidente di percorso”, afferma Zaia auspicando “un cambio di passo dal punto di vista del timing ma anche della voce, che dev’essere unica”.

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