Pompei senza ostacoli, nasce il percorso per disabili più lungo d’Italia

Realizzato grazie alla sinergia tra pubblico e privato: accordo quadro tra l’ateneo, la Soprintendenza archeologica di Pompei e la fondazione Deloitte
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NAPOLI – Un percorso di 3,5 chilometri dedicato a disabili e famiglie che dal cuore della Pompei antica conduce fino alle Terme Suburbane.

Negli scavi pompeiani, la sinergia tra pubblico e privato realizzerà il più lungo percorso italiano di accessibilità a un sito archeologico.

E’ questo il senso del progetto ‘Pompei Accessibile’ presentato stamattina negli uffici del rettorato dell’Università di Napoli Federico II dove è stato siglato un accordo quadro tra l’ateneo, la Soprintendenza archeologica di Pompei e la fondazione Deloitte che finanzierà il progetto per un importo complessivo di 300mila euro.

“L’investimento della fondazione – ha spiegato Gaetano Manfredi, rettore dell’Università Federico II – rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzione pubblica e impresa privata. Qualità della ricerca, impatto sulla società e ricadute positive sul nostro patrimonio culturale sono attori determinanti per una università che sia reale motore di sviluppo della società”. Il progetto, avviato lo scorso dicembre in occasione della giornata mondiale della disabilità, ha già permesso l’inaugurazione di un percorso di 3 chilometri accessibili per le domus e gli edifici più significativi del sito archeologico di Pompei ai disabili.

“Gli scavi sono un patrimonio dell’umanità visibile da tutti – ha commentato Massimo Osanna, direttore generale della Soprintendenza Pompei -. Il percorso inaugurato a dicembre con il ministro Franceschini ha avuto già un grande successo. Non si sono mai visti così tanti disabili a Pompei e quel percorso lo scelgono tutti perché, per la prima volta, a Pompei non ci si perde ma si può seguire una strada più comoda per tutti”.

Con l’accodo siglato oggi, Fondazione Deloitte si impegna a migliorare quanto già realizzato, finanziando un ulteriore tratto di itinerario lungo 500 metri che collega la via principale alle Terme Suburbane. Il progetto avrà una durata di tre anni e per i primi 12 mesi il gruppo di ricerca del dipartimento di Architettura della Federico II affronterà il tema dell’accessibilità e della valorizzazione delle Terme, uno dei punti più famosi del sito ma attualmente difficile da raggiungere. Nei due anni successivi verrà invece realizzato il percorso. “Siamo orgogliosi di essere tra le prime realtà private a contribuire a un progetto pubblico che mira a migliorare l’accessibilità a uno dei patrimoni dell’umanità più conosciuti al mondo – ha detto Paolo Gibello, presidente della fondazione Deloitte -. Nonostante la nostra realtà sia appena nata, si poniamo obiettivi ambiziosi per inaugurare un circolo virtuoso che spinga altre aziende a seguire i nostri passi”.

di Nadia Cozzolino, giornalista

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