Cooperazione Italia-Camerun, Giro: “Passi avanti in tutti i settori”

ROMA - “La cooperazione Italia-Camerun sta facendo grandi passi
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ROMA – “La cooperazione Italia-Camerun sta facendo grandi passi in avanti, e in tutti i settori”. E’ positivo il bilancio tracciato dal vice-ministro degli Affari esteri Mario Giro, da domenica nella capitale Yaoundé per guidare una missione economica che si concluderà domani. E’ trascorso un anno esatto dalla visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e per il viceministro – raggiunto telefonicamente dalla DIRE – gli obiettivi delineati allora si stanno concretizzando, a partire da quelli economici: “Attualmente grandi progetti sono in corso di realizzazione, come lo Stadio e la Cittadella sportiva di Yaoundé, del Gruppo Piccini, oppure di un nuovo quartiere da 120 mila alloggi da parte del Gruppo Pizzarotti. Abbiamo discusso a lungo anche a proposito di altri progetti infrastrutturali, tra cui uno per la gestione della rete urbana”.

Ma la missione di Giro non si limita alle ‘Grandi opere’: “Abbiamo portato dall’Italia 70 piccole e medie imprese del comparto agroindustriale e delle costruzioni. L’obiettivo è creare joint venture con l’imprenditoria locale. Insomma, creiamo imprese, ma anche lavoro, scambiando il know-how”.

Attualmente il Camerun importa dall’Italia macchinari e attrezzature, materie plastiche, ceramiche, opere in ghisa, ferro e acciaio, carta e cartone, i veicoli a motore e trattori, mobili e apparecchi medicali, per un valore di 100 milioni di euro, con una tendenza al rialzo nel 2015 e 2016. “Al governo camerunense – prosegue il vice-ministro – abbiamo presentato anche il nostro intervento di emergenza nel nord, dove è in corso una crisi umanitaria”, causata dalle violenze del gruppo armato Boko Haram, che agisce nelle regioni del ‘quadrato del lago Ciad’, dove si affacciano, oltre al Camerun, Nigeria, Niger e Ciad. “Per l’intera regione l’Italia ha stanziato 6 milioni di euro, dei quali 2 sono destinati a Yaoundé” sottolinea Giro.

“Qui forniremo cibo, medicine e alloggi per i profughi. Poi costruiremo scuole, e favoriremo progetti per ripristinare l’agricoltura. Ho già incontrato le ong che lavorano in queste regioni”. A legare il Camerun all’Italia c’è anche la cooperazione culturale, sottolinea il vice-ministro: “I camerunensi costituiscono la più grande comunità di studenti africani nelle università italiane: sono circa 4 mila. La maggior parte rientra nel Paese e crea imprese”. Tra gli atenei sussiste uno scambio proficuo. Coinvolta ad esempio l’Università per Stranieri di Siena. Ma non solo: “in questi giorni – dice Mario Giro – ho visitato un liceo in cui si insegna l’italiano. Il Camerun sta compiendo un grande sforzo per incoraggiare lo studio della nostra lingua”.

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