Governo, ecco perché Renzi può rientrare dopo il voto di fiducia

matteo renzi
Matteo Renzi, che schierera' se stesso e Italia viva sulla linea dell'astensione al voto di fiducia, potrebbe tornare ad essere un interlocutore
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ROMA – Quanti voti basteranno al premier Giuseppe Conte nel doppio passaggio di lunedi’ e martedi’? Un voto in piu’, come dice il vicesegretario del Pd Andrea Orlando stamattina. Oppure il premier deve puntare a 161 voti, la soglia che segna la maggioranza assoluta, come dice Matteo Renzi?

Dipendera’, e’ ovvio, dalla consistenza dell’aiuto che Conte ricevera’ in aula. E va detto in premessa che dal punto di vista costituzionale al governo basta ottenere la fiducia anche solo con un voto in piu’ delle opposizioni. Non e’ necessario che Conte arrivi alla maggioranza assoluta. Si chiamano, com’e’ noto, “governi di minoranza”.

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Ma la questione che si apre, e’ appunto quella della solidita’ di un esecutivo “di minoranza”, in una fase difficile come quella contrassegnata dalla pandemia. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e’ stato chiaro: serve una maggioranza solida. A Palazzo Chigi confidano di arrivare a 161, e di andare oltre. Impresa non impossibile: basterebbero dieci senatori, oltre a quelli che gia’ votano a favore del governo. In questo modo metterebbero al sicuro l’esecutivo anche per il dopo voto.

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Ma se cio’ non accadesse, e il governo ottenesse la fiducia ma si fermasse sotto i 161, la crisi sarebbe scongiurata ma si aprirebbe una fase politica in cui Italia Viva potrebbe tornare in gioco. “Con un voto in piu’ si evita la crisi, non si governa”, ha ammesso anche il vicesegretario dem Andrea Orlando a Skytg24. Mal che vada, il Pd punta a costruire l’ulteriore ampliamento della maggioranza sul voto di lunedi’ e martedi’. Matteo Renzi, che schierera’ se stesso e Italia viva sulla linea dell’astensione al voto di fiducia, potrebbe tornare ad essere un interlocutore. A patto che non ponga come pregiudiziale la questione della premiership.

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