‘Donne da ricordare’ per conoscere la storia

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Al via lo speciale Diredonne-Società Italiana delle Storiche. Il primo approfondimento sarà su Eleanor Roosevelt
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ROMA – L’agenzia di stampa nazionale Dire e la Società Italiana delle Storiche (Sis) danno il via a una nuova collaborazione con ‘Donne da ricordare‘, lo speciale di DireDonne che con cadenza mensile proporrà al pubblico delle lettrici e dei lettori approfondimenti sulla storia delle donne attraverso una serie di interviste alle socie Sis.

LA SOCIETÀ ITALIANA DELLE STORICHE

Nata nel 1989, la Sis riunisce docenti universitarie, ricercatrici indipendenti, insegnanti, archiviste, bibliotecarie e giornaliste che perseguono un progetto ambizioso: valorizzare la soggettività femminile e la presenza delle donne nella storia, fornendo chiavi di lettura e nuove categorie interpretative per rinnovare la ricerca e l’insegnamento. “Storicamente, esiste una lunghissima tradizione di libri che raccolgono vite di ‘donne illustri’ del passato, il primo esempio è dato dall’opera ‘De mulieribus claris’ di Boccaccio- spiega all’agenzia Dire la presidente della Sis Raffaella Sarti, professoressa di Storia dei generi e di Storia moderna all’università di Urbino- In anni passati la storiografia femminista ha preso le distanze da tale approccio. Certo, era a suo modo una storia delle donne, ma nel suo complesso finiva spesso per presentare le donne ‘illustri’ come un’eccezione che confermava la regola della condanna all’oscurità e all’oblio per la grandissima maggioranza delle donne, sancendo la loro irrilevanza per la storia. In anni più recenti, sono stati dati giudizi più articolati, le finalità esplicite e la ricezione delle raccolte biografiche del passato sono apparse più sfaccettate”.

D’altra parte, aggiunge la storica, “anche la consapevolezza dell’interesse dei profili individuali in una prospettiva di public history, di intervento pubblico e divulgazione, sta portando a scrivere nuove raccolte o serie di biografie di donne da ricordare, che certo non mancano, sia nella stampa che in rete. Se abbiamo accettato la proposta dell’agenzia Dire, quindi, non è per colmare una lacuna quanto per proporre il nostro modo di guardare alla storia delle donne”.

LA FILOSOFIA DELLA SIS: “NO A NARRAZIONE DI DONNE ECCEZIONALI O VITTIME”

Alla base dell’impostazione della Sis c’è il “rifiuto delle narrazioni di eccezionalità come unico destino possibile e come destino solitario- chiarisce Sarti- Allo stesso modo, tuttavia, rifiutiamo una narrazione che presenti le donne inevitabilmente come vittime, sminuendone le capacità di incidere sulla realtà.
In questo senso, studiando figure femminili diverse da gran parte delle loro contemporanee, ci interessa capire se hanno aperto nuovi spazi di possibilità, stimolando cambiamenti in grado di coinvolgere molte altre donne. Ma ai nostri occhi sono interessanti anche le biografie delle persone comuni, di chi non ha fatto nulla di straordinario: se vogliamo conoscere il passato e capire che cosa distingue le diverse epoche storiche dal presente, conoscere le loro vite e’ anzi fondamentale”.

‘DONNE DA RICORDARE’ PER CONOSCERE CONTESTI PIÙ AMPI

L’approccio alle biografie individuali legherà le ‘Donne da ricordare’ in un filo rosso di “profili che ci permetteranno di raccontare ampi contesti storici, connettendo ambiti diversi, esperienziali, politici, geografici, ma anche donne le cui vicende ci aiutino a leggere la nostra storia, il nostro Paese, e il nostro presente. Insomma- chiarisce Sarti- le singole biografie saranno la porta di accesso alla conoscenza dei piu’ ampi contesti in cui le biografate vissero e agirono”.

PRIMO APPROFONDIMENTO SU ELEANOR ROOSEVELT

A inaugurare lo speciale sarà Raffaella Baritono, professoressa ordinaria di Storia e Politica degli Stati Uniti d’America all’università di Bologna e presidente Sis dal 2003 al 2005, che approfondirà la figura di Eleanor Roosevelt (1884-1962), first lady Usa dal 1933 al 1945. Una scelta pensata, spiega Sarti, anche in relazione a “questo periodo in cui la transizione dalla presidenza Trump alla presidenza di Biden nella superpotenza americana appare tanto travagliata”.

L’OBIETTIVO DEL PROGETTO: AMPLIARE LA PLATEA DELLA STORIA DI GENERE

L’obiettivo ambizioso del progetto è di ampliare la platea della storia di genere. “Se conoscere il passato è sempre importante per una vita e una cittadinanza consapevoli, lo è a maggior ragione su un terreno come quello delle relazioni di genere- sottolinea la presidente della Sis- Molte dinamiche che ostacolano il raggiungimento di un’effettiva parità di genere hanno radici molto profonde nella cultura, nelle leggi, nell’organizzazione socio-economica del passato. Conoscere il passato è allora importante per superarle. Ma è ugualmente importante essere in grado di valutare i cambiamenti, capire dove, come e perché si sono realizzate le trasformazioni più profonde o al contrario sono risultate prevalenti tradizioni e continuità. Offrendo biografie di donne del passato stimoliamo la riflessione su questi temi”. L’auspicio, conclude Sarti, è che questo progetto “possa ampliare la conoscenza storica del passato, stimolare la riflessione sulla storicità delle relazioni e dei ruoli di genere, ancor oggi a volte presentati al contrario come ‘naturali’ e immutabili, contribuire a valorizzare le donne, favorire una cittadinanza consapevole, stimolare le giovani generazioni allo studio della storia, in qualche caso magari anche come prospettiva professionale”.

SIS-Logo intestazione

Attualmente la Sis ha circa duecento socie e porta avanti molteplici attività: ha una rivista, ‘Genesis‘, e una collana di Storia delle donne e di genere; tiene una scuola estiva, conferenze, seminari, convegni e un congresso ogni quattro anni; favorisce la raccolta e la conservazione di fonti; organizza corsi di formazione con e per le/gli insegnanti; ha progetti editoriali e pubblicazioni rivolte alla scuola; è presente sui media, attiva sui social (da Facebook, a Twitter) e ha un canale YouTube. 

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