Terremoto, Decaro: “La ricostruzione è ferma, i sindaci sono pronti alla piazza”

Il presidente dell'Anci denuncia lo stallo nelle regioni colpite dal terremoto del 2016
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA  – “La ricostruzione nelle aree del terremoto è ferma, il commissario è scaduto da due settimane e non è ancora stato nominato”. Lo ha detto il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, al termine della riunione con gli amministratori del centro Italia.

“Oggi a Roma sono venuti 138 sindaci” di Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche colpiti dal sisma 4 anni fa. “Se il governo non darà risposte da subito con il decreto Milleproroghe sono pronti a scendere in piazza e andare a Montecitorio”, ha avvertito.

Il commissario per la ricostruzione è scaduto due settimane fa, “per le procedure ordinare possono sembrare poche ma per le procedure straordinarie della ricostruzione 15 giorni sono una eternità”, ha sottolineato Decaro. “I sindaci hanno bisogno di un commissario che abbia capacità manageriali e anche capacità politiche di confronto con il territorio“, ha continuato. Insomma, tra gli amministratori locali c’è un “malcontento” che per ora è stato “canalizzato”, il prossimo passo però, in assenza di risposte, sarà la piazza. Ora la politica deve intervenire. “Se è necessario sono pronto a chiedere un incontro al presidente del Consiglio- ha detto il leader dell’Anci- faccio un appello alle forze politiche e al parlamento perchè modifichino il Milleproroghe ascoltando le richieste dei territori”. La ricostruzione non c’è: “I cantieri sono fermi, le procedure sono molto lente perchè tengono conto di tutta una serie di normative legate alla procedura ordinaria mentre in un comune terremotato i tempi dovrebbero essere più veloci”. Ultimo capitolo, le risorse. “Sono sempre un problema ma abbiamo speso pochissimo rispetto alle risorse che ci hanno messo a disposizione, questo fa capire che c’è un problema procedurale”, ha concluso Decaro.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

15 Gennaio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»