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Calcio, Lotito: “Su cori razzisti la situazione sta diventando ridicola”

ROMA - I cori in Lazio-Novara di Coppa Italia "in uno stadio semideserto si sarebbero sentiti. Invece chi era allo
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ROMA – I cori in Lazio-Novara di Coppa Italia “in uno stadio semideserto si sarebbero sentiti. Invece chi era allo stadio non ha sentito nulla, nemmeno io, tant’è vero che la giustizia sportiva ha ritenuto di non fare alcun tipo di considerazione. Sta diventando una psicosi, una situazione ridicola”. Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, commenta le polemiche scaturite dall’episodio avvenuto durante l’incontro dell’Olimpico di sabato scorso, con una parte degli ultras della curva Nord che ha intonato cori a sfondo antisemita contro i tifosi romanisti.

“La società non deve pagare nulla. Sotto la curva si può sentire qualsiasi cosa, ma in questo caso non li ha sentiti l’arbitro, non li ha sentiti la Procura e nemmeno il quarto uomo. Gli unici cori che si sono sentiti- spiega Lotito intercettato fuori da Palazzo Chigi a Roma- sono quelli nei miei confronti dei tifosi del Novara. Deve essere messa in campo una serie di azioni volte a reprimere certi episodi, quando questi però sono palesi, evidenti e percepibili. Invece così si rendono le società ostaggio dei comportamenti di dieci stupidi”.

Lotito si dice “d’accordo con il capo della Polizia (Franco Gabrielli, ndr), secondo il quale ognuno si assume la responsabilità dei propri comportamenti e deve essere consapevole delle conseguenze. A volte può anche essere un boomerang. Che piaccia o no c’è stata una crescita da parte della curva: quando sono arrivato aveva un certo comportamento, oggi ne ha un altro. La nostra è forse l’unica società che ha messo in atto azioni per reprimere certi fenomeni. Poi non posso mettere un poliziotto per ogni tifoso perché è tecnicamente impossibile”.

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