Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Grasso duro con il Pd sui presunti soldi non versati: “Si sono indebitati per il referendum”

"Questo e' il lato squallido della campagna elettorale"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Pietro Grasso deve versare al Pd 80mila euro di contributi? Il presidente del Senato a Radio Capital replica con durezza al Nazareno.

“Questo e’ il lato squallido della campagna elettorale. Io- ricorda- mi sono tagliato l’indennita’ da cui i parlamentari prelevano i contributi da dare ai partiti. E l’ho fatto per una ragione chiara: nessun presidente del Senato ha mai dato contributi all’attivita’ politica, proprio perche’ “si tratta di una figura “super partes. Del resto, in 60 mesi- dice Grasso- non me l’hanno mai chiesto. Non me l’hanno chiesto neppure quando mi hanno chiesto di candidarmi in Sicilia. Me l’hanno chiesto solo dopo il 3 dicembre” quando Grasso ha formalizzato il suo impegno con Liberi e Uguali.

“AMMINISTRAZIONE SCRITERIATA DEI CONTI”

In relazione al fatto che il Pd chiede di versare gli 80 mila euro per aiutare i lavoratori del partito in cassintegrazione, il presidente del Senato aggiunge: “Sfruttare dal punto di vista morale il problema dei lavoratori che sono in cassintegrazione e’ il frutto dell’amministrazione scriteriata dei conti del Pd, amministrazione che ha portato a una campagna referendaria e che ha portato il Pd a indebitarsi”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»