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Covid, stop al tampone per uscire dall’isolamento. Bassetti: “Deo gratias”

A breve entraranno in vigore delle nuove regole anti Covid-19. Sono contenute nel decreto Rave, che arriverà alla Camera subito dopo Natale

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ROMA – Conto alla rovescia per l’entrata in vigore delle nuove regole anti Covid-19, in particolare per quelle che riguardano la positività al virus e l’isolamento domiciliare. Sono contenute nel decreto Rave approvato ieri in Senato, che arriverà alla Camera subito dopo Natale, tra il 27 e il 28 dicembre. Il decreto prevede, tra l’altro, che i positivi asintomatici possano uscire dall’isolamento una volta trascorsi cinque giorni, senza bisogno di eseguire un tampone. Una notizia accolta con grande soddisfazione dal direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti. “Deo gratias, meno male- afferma all’agenzia Dire- mi sembra un’ottima cosa per rendere ancora più normale la convivenza con questo virus”.

“Togliere l’obbligo di isolamento, cioè di fare un tampone, non equivale all’obbligo di uscire positivi– precisa- è lo stesso concetto valso per la mascherina: l’obbligo di non utilizzarla non equivale a un obbligo di non usarla, come per qualcuno è stato, ma valgono le raccomandazioni”. “Mi pare che a oggi ci siano due pesi e due misure sbagliate- continua il virologo- perché una persona che ha l’influenza gira liberamente, sia in casa che per strada o in ospedale, e sappiamo bene che quest’anno l’influenza è tutt’altro che una passeggiata. Chi invece ha il Covid magari dopo quattro dosi di vaccino, semplicemente perché ha un tampone positivo deve rimanere recluso in casa per dieci giorni”. “Credo che questa norma- tiene a sottolineare- renda ancora più normale un virus che, grazie ai vaccini, è stato ampiamente depotenziato”. 

Bassetti invita poi a non dimenticare che “valgono sempre le raccomandazioni: un conto è dover rimanere in casa per legge, e questo, oggi, non è più attuale. Un conto è dire che tutti quelli che sono positivi se ne vanno liberamente in giro a sputacchiare agli altri. Ci vogliono sempre educazione civica e buon senso. Questo significa, ad esempio, che se io sarò positivo e sintomatico e non posso fare a meno di uscire, mi metterò una mascherina per evitare di contagiare gli altri”. “D’altronde- dichiara- tutto questo altro non è che quello che abbiamo cercato di insegnare alla gente in questi tre anni ma che, evidentemente, non è stato imparato ovvero vaccinarsi, lavarsi le mani, indossare la mascherina“. “Si passa- conclude il direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova- da una fase in cui la vita veniva regolamentata de Decreti Legge a una fase di convivenza fatta da raccomandazioni, consigli e consapevolezza, da parte della gente, che ognuno deve fare la propria parte, senza bisogno che se esci di casa ci sia un poliziotto che ti fa la multa. Questa è la direzione verso la quale stiamo andando”

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