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Video |Foto in corsia come cura: accade all’ospedale San Giovanni Battista dell’Ordine di Malta

Trenta scatti donati dal fotografo polacco Tomasz Gudzowaty alla struttura romana, che usa l'ippoterapia coi pazienti di lunga degenza

Pubblicato:14-12-2022 13:45
Ultimo aggiornamento:15-12-2022 11:17
Canale: Europa
Autore:
tomasz gudzowaty_fotografia
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ROMA – Da oggi le corsie e gli ambulatori dell’ospedale San Giovanni Battista del Sovrano Ordine di Malta a Roma ospiteranno anche 30 scatti di Tomasz Gudzowaty, uno dei più importanti fotografi della Polonia contemporanea. Classe 1971, nove volte vincitore del World Press Photo, Gudzowaty ha deciso di donare ai pazienti dell’ospedale romano testimonianze dei tanti viaggi compiuti negli anni tra Africa, Asia, Medio Oriente e Antartide.

DAL ‘600 L’OSPEDALE CURA CON IL BELLO

Scatti in bianco e nero che hanno come soggetti gli animali più caratteristici di quei territori: dai pinguini antartici alle mandrie di bufali africani, oppure ghepardi, antilopi, pulcinelle di mare ed elefanti. Finestre su mondi lontani che, come riferisce all’agenzia Dire l’Ambasciatore dell’Ordine di Malta presso la Santa Sede Antonio Zanardi Landi, rispondono ad una antica prescrizione dell’ospedale: “Tra i regolamenti seicenteschi e settecenteschi dell’ospedale dell’Ordine di Malta abbiamo trovato qualcosa di interessante: vi si afferma che esiste una relazione stretta tra stato d’animo e salute e pertanto contenevano precise indicazioni, tra cui quella di abbellire le corsie dove giacevano malati e feriti con quadri e arazzi. Sapevano che per guarire- conclude l’ambasciatore- è necessario vedere cose belle. cibo e cure non bastano”.

LA FOTOGRAFIA FA GUARIRE E SENSIBILIZZA

Da qui l’idea di collaborare con Gudzowaty, che sempre alla Dire spiega: “Credo fermamente che la fotografia sia un linguaggio capace di cambiare il mondo attraverso il dialogo che crea con l’osservatore. Credo anche che i pazienti di questo ospedale potranno trarne beneficio. D’altronde quando ci si ammala e si intavola una battaglia per la sopravvivenza, l’ambiente intorno a noi diventa di estrema importanza”. Dalle fotografie quindi cura, ma non solo: “ho portato qui immagini di luoghi che esistono e possono spingere le persone a pensare al pianeta”. In un’epoca di cambiamenti climatici e tante crisi, i pazienti saranno spinti a pensare anche a quali azioni mettere in atto per preservare il nostro mondo. Non tutti potranno visitare i luoghi dove ho viaggiato, ma potranno chiedersi cosa possono fare per proteggerli”.

IL PROGETTO ‘UNITÀ DEL RISVEGLIO’

L’ospedale San Giovanni Battista, nel quadrante sud occidentale della capitale, è specializzato nella cura dei pazienti in coma e per la riabilitazione di persone colpite da malattie neurodegenerative, con 220 posti letto e 20 per il day hospital.

Tra i servizi offerti “c’è ‘l’Unità del risveglio’, un percorso pensato per portare le persone fuori dal coma”, come spiega alla Dire Anna Paola Santaroni, direttore generale dell’ospedale. Oltre a ciò, “mettiamo anche a disposizione l’ippoterapia: impieghiamo i cavalli con chi si è appena risvegliato, per riportarlo alla vita. Questo animale molto grande ma sorprendentemente docile e dolce si lascia accarezzare e spazzolare, e quindi dove possibile costruisce un rapporto anche con persone affette da Parkinson, SLA, oppure con chi è stato colpito da ictus”.

Una terapia che, assicura Santaroni, “riduce sensibilmente i tempi della degenza”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

2022-12-15T11:17:01+02:00