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Cdm proroga stato di emergenza. Obbligo di tampone per chi arriva dai Paesi Ue

tamponi covid
Obbligo di test negativo per chi entra in Italia dai Paesi Ue dal 16 dicembre al 31 gennaio. In più, i non vaccinati dovranno anche rispettare una quarantena di cinque giorni
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ROMA – Il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga dello stato di emergenza fino al 31 marzo 2022. Non ha approvato invece alcuna misura che contempli l’obbligo di utilizzare mascherine all’aperto. E per cercare di contrastare la diffusione della variante Omicron, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza che prevede l’obbligo del test negativo in partenza per tutti gli arrivi dai Paesi dell’Unione Europea.

QUARANTENA PER NON VACCINATI CHE ARRIVANO DALL’ESTERO

Oltre all’esito negativo del tampone, i non vaccinati che entreranno in Italia dall’estero dovranno osservare una quarantena di cinque giorni. Il ministero della Salute rende noto inoltre che “sono prorogate inoltre le misure già previste per gli arrivi dai Paesi extraeuropei. L’ordinanza è valida a partire dal 16 dicembre e fino al 31 gennaio“.

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LETTA E CONTE: “PROROGA EMERGENZA UTILE E INEVITABILE”

“Sono molto soddisfatto che il Governo abbia prorogato lo stato di emergenza. Una scelta utile, positiva, che va nella scelta giusta. Non c’era nemmeno granché da discutere, sarei stato stupito del contrario”. Questo il commento di Enrico Letta alla decisione del Cdm, nel corso di una conferenza stampa alla Camera. Per il segretario del Pd, “col cittadino dobbiamo avere un approccio di fiducia, la maggior parte degli italiani durante la pandemia ha fatto cose positive senza essere obbligati a farlo. È un forte messaggio sul futuro”.

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Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha spiegato che “oggi, a pochi giorni dalla scadenza dello stato di emergenza, e di fronte alla curva epidemiologica, diventa inevitabile prorogarlo. Significa mantenere attivi tutti i presidi di protezione e prevenzione”. Per il leader pentastellato, il Governo “non ha ceduto a qualche sirena che nel dibattito pubblico suggeriva di costruire un meccanismo normativo che trapiantasse il sistema”.

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