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La Corte europea: “Garantire i diritti dei figli di genitori dello stesso sesso”

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La Corte si è pronunciata dopo che la Bulgaria si è rifiutata di rilasciare un documento di identità per una minore nata in Spagna da due mamme
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di Alessio Pisanò

BRUXELLES – Gli Stati Ue sono obbligati a rilasciare una carta di identità o un passaporto a un minore nato da genitori dello stesso sesso anche quando la legge nazionale obbliga all’emissione di un atto di nascita che indichi un solo padre e una sola madre. Lo ha affermato la Corte di giustizia dell’Unione Europea in una sentenza che ha ribaltato il rifiuto da parte delle autorità bulgare a rilasciare un documento di identità a una minore nata in Spagna risultante figlia di due madri.

Le autorità bulgare avevano invitato le due donne a indicare i nomi del padre e della madre della minore nell’atto di nascita necessario per il rilascio del documento di identità. La Corte, tuttavia, ha imposto alla Bulgaria di riconoscere l’atto di nascita emesso dalle autorità spagnole per permettere alla minore, in quanto cittadina europea, come si legge in un comunicato, “di esercitare il proprio diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”.

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