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Bonino: “Ridicolo non avere candidati pubblici per il Quirinale. Italia pronta per una donna”

emma bonino
La senatrice di Più Europa invita a "non sprecare l'energia e la capacità di Draghi"
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ROMA – “Credo che l’elezione di una donna, competente e preparata, alla presidenza della Repubblica o del Consiglio sia uno sconcerto per il Palazzo ma non per l’opinione pubblica e i cittadini”. Lo dice la senatrice di Più Europa, Emma Bonino, a SkyTg24, a proposito dell’elezione del nuovo inquilino del Quirinale prevista per l’inizio del 2022, quando scadrà il settennato di Sergio Mattarella. “Come sempre accade – aggiunge Bonino – il Palazzo è indietro rispetto all’opinione pubblica. Dobbiamo però continuare ad insistere e sono convinta che lentamente ci arriveremo”.

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“AL PAESE SERVE DRAGHI, NON SPRECHIAMOLO”

“Nella situazione in cui siamo e saremo anche nei prossimi mesi, penso che l’energia e la capacità di Mario Draghi non debba assolutamente andare sprecata: credo che l’intero Paese ne abbia bisogno, quindi sarebbe veramente uno spreco fare a meno di una personalità che sta cercando, nonostante tutto, di fare andare avanti il Paese“. Questa l’opinione di Bonino sulle parole di Giancarlo Giorgetti, che ha detto di faticare a pensare che ad inizio febbraio Draghi non sia né a Palazzo Chigi né al Quirinale.

“RIDICOLO NON CI SIA TRASPARENZA SUI CANDIDATI AL COLLE”

Sulla corsa al Quirinale, secondo l’esponente di Più Europa, “da qui a febbraio ne vedremo ancore di cotte e di crude. Ognuno si esprimerà, anche se ovviamente non in Parlamento, perché una delle anomalie, che avevo messo in discussione, è che ufficialmente nessuno è candidato: ci si candida sui giornali, o dove volete, ma in Parlamento non si può alzare un dito e dire ‘sapete che c’è, io mi candido ed il mio programma sarebbe questo’. È come, ed è una bella anomalia in termini di trasparenza, se la candidatura a Capo dello Stato fosse un incarico di cui vergognarsi. Questo vale anche per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato – sottolinea Bonino -, e non ho mai capito perché. Tutte le volte che ho alzato un dito mi è stato risposto che ‘siamo in seggio elettorale’: trovo questa una stranezza ridicola”.


La senatrice prosegue: “Poi cosa succederà da qui a fine gennaio non è dato sapere. Di tutti ricordo solo due presidenti della Repubblica eletti al primo colpo: uno fu Cossiga, ed era il periodo delle Brigate rosse, e l’altro Ciampi. Tutto il resto, invece, ha avuto un parto tormentato, da Pertini a Scalfaro, senza parlare dei franchi tiratori su Prodi. Insomma, è sempre una battaglia un po’ coperta, e non capisco perché si ritenga infamante che non ci siano candidature pubbliche”, conclude Bonino.

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