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FOTO | Migranti, dal telaio al cricket: la sfida di ‘PartecipAzione’

PartecipAzione
Terza edizione del progetto con Intersos e Unhcr, nonostante la pandemia
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ROMA – La pandemia non ha fermato la voglia di integrare richiedenti asilo e rifugiati sul territorio nazionale, anzi proprio da lockdown, restrizioni alla mobilita’ e tante nuove sfide sono nati modelli positivi, da replicare, che permetteranno sul lungo periodo di rafforzare l’azione delle associazioni sul territorio, da nord a sud. E’ questo il risultato raggiunto dalla terza edizione di PartecipAzione, il progetto realizzato dall’ong Intersos con l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), che si e’ appena concluso.

IL PROGETTO

Ancona, Bari, Camini (Reggio Calabria), Milano, Palermo, Roma, Torino e Udine: otto i Comuni coinvolti in altrettanti progetti in questa edizione 2020, che hanno spaziato dall’empowerment delle donne vittime di tratta al coinvolgimento dei giovani in attivita’ imprenditoriali, fino allo sport, come il cricket. È il caso del progetto Playing for change dell’Associazione ospiti in arrivo di Udine. All’agenzia Dire la presidente Paola Tracogna racconta che attraverso le due squadre, Kabul Bazar e The Qualandars, “abbiamo reso circa 60 tra rifugiati e richiedenti asilo provenienti da Afghanistan, Pakistan e Bangladesh parte attiva della nostra comunita’, rovesciando l’immagine dello straniero ‘nemico’ e ‘portatore solo di malattie e problemi’, attraverso lo sport, che sa come avvicinare le persone”.

A Camini, invece, la Proloco del Comune ha messo in piedi il laboratorio tessile, ecologico e sociale Ama-La, dove le donne apprendono la tessitura calabrese artigianale e il cucito. In questo paese, in provincia di Reggio Calabria, “non si tratta di integrazione- spiega ancora alla Dire Serena Tallarico della Proloco- perche’ questo territorio soffre lo spopolamento”. Negli ultimi anni pero’ “sono state accolte 120 famiglie originarie dell’Africa ma anche dalla Siria, ospitate nel borgo, e questo ci sta permettendo di ricostruire la comunita’”.

Grazie a PartecipAzione poi, “abbiamo potuto lanciare un e-commerce dei prodotti made in Italy di Ama-La, unici perche’ realizzati da cittadini non italiani”. Davide Agnolazza, project manager di PartecipAzione, commenta cosi’ la conclusione di questa terza edizione: “La pandemia ci ha dimostrato che le organizzazioni della societa’ civile sono fondamentali perche’ raggiungono le nicchie di marginalita’ dove spesso le istituzioni non arrivano. Le associazioni di rifugiati, a maggior ragione, raggiungono cittadini che non sono riconosciuti come tali, e pertanto vanno sostenute e potenziate”. Un esempio su tutti: “Aver permesso a 17 giovani di accedere alle borse di studio universitarie per richiedenti asilo e rifugiati. Non ne erano a conoscenza, e senza di noi ora tornerebbero a fare i braccianti”. Per il responsabile il successo della terza edizione di PartecipAzione sta proprio qui: “Aver trasformato la mancanza di accesso al territorio in una opportunita’. Con la piattaforma PartecipazioneLab abbiamo continuato ad offrire formazione e accompagnamento a 33 associazioni e stiamo continuando ad affiancarle permettendogli di adeguarsi al nuovo contesto della pandemia”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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