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Boom di ‘regali sospesi’ a Bologna, il centro sociale è “sommerso”

regali sospesi bologna
Sabato pomeriggio tantissime persone hanno portato i pacchi dono per le persone in difficoltà
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BOLOGNA – “Migliaia”: così tanti pacchi dono che è difficile contarli. Il centro sociale 2 agosto di Bologna è letteralmente sommerso da regali ‘sospesi’. Ovvero, scatole riempite con una cosa calda, una golosa, un passatempo, un prodotto di bellezza e un bigliettino d’auguri. Sabato pomeriggio e ieri un fiume di persone, con tanti bambini, le ha portate in via Turati dove è nata l’idea. Ovvero, importare da Milano le “scatole da regalo” per chi è in difficoltà.

“Abbiamo sale e cortile ‘murati’ di scatole”, racconta Francesca, del direttivo del Centro sociale. Ieri la consegna iniziava alle 15, ma c’era la fila di scatole infiocchettate dalle 14.30. “C’è’ stata una grandissima affluenza, ma senza assembramenti, la città ha risposto in un modo che non ci aspettavamo. E c’è gente che ci sta scrivendo per chiedere un’altra occasione per consegnare le scatole”, aggiunge Francesca parlando alla ‘Dire’.

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Questa settimana verrà usata per contare, ordinare, per assembleare altri pacchi dono, dato che alcuni hanno portato oggetti da regalare ma senza confezionarli nel modo raccomandato; e per scrivere biglietti di ringraziamento. Ma si dialogherà anche con Piazza Grande, Caritas, associazioni del terzo settore ed Open Group per organizzare la distribuzione. In molti riceveranno un regalo. “Quante scatole abbiamo ricevuto? Non siamo ancora riusciti a contarle, ma posso dire migliaia. Non sapevamo che risposta avremmo avuto, ma è bastato un passaparola che l’iniziativa è diventata virale. C’è stata tantissima gente entusiasta”. Ma soprattutto, “credo che questa cosa sia piaciuta perché ha coinvolto le persone a vari livelli. Soprattutto i bambini, loro stati straordinari”, sottolinea Francesca.

E in effetti di bimbi con il loro pacco da consegnare se ne sono visti parecchi. Per confezionare le scatole per il regalo sospeso la regola era semplicissima: “Prendi una scatola da scarpe e mettici dentro: una cosa calda: guanti, sciarpe, cappellino, maglioni, eccetera; una cosa golosa: dolcetti e caramelle vari; un passatempo: riviste, matite, penne, colori; un prodotto di bellezza, che deve essere nuovo” e un messaggio personale “perché le parole valgono più degli oggetti”), “è piaciuto perché ha mosso abilità, creatività, la fantasia più della tecnologia… È emerso un amore, una cura… Sono stati coinvolti genitori, anziani e i bambini; loro in particolare si sono sentiti davvero protagonisti”, sottolinea Francesca. “C’è una euforia meravigliosa”, diceva una mamma all’uscita dal centro sociale circondata da tanti ragazzini. È stato un modo per riattivare l’attività del centro sociale di via Turati che era chiuso per Covid e che ha operato in ‘rete’ con altri punti di raccolta: a Castel Maggiore, a Calderara, a Porto 15, nelle Caritas. È probabile che, date le richieste, in settimana si possano aprire altri punti di consegna. “Ma questa iniziativa ci mette nelle condizioni di poter ripetere questa esperienza in altre occasioni”, guarda gia’ avanti Francesca.

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