Tg Sanità, edizione del 14 dicembre 2020

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COVID. ITALIA VERSO ZONA ROSSA A NATALE E CAPODANNO. CONTE STUDIA ‘STRETTA’

Negozi, bar e ristoranti chiusi nei giorni festivi e prefestivi. È la stretta che il governo potrebbe decidere per Natale e Capodanno per impedire quanto accaduto negli ultimi giorni, con folla nelle strade, persone in fila per fare shopping, per entrare nei ristoranti, oppure ammassate fuori e dentro i bar per pranzi e aperitivi. Per fermare i contagi da Covid-19, dunque, sembrerebbero “inevitabili” nuovi provvedimenti. Così, durante il vertice d’urgenza chiesto dal Pd e convocato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i capidelegazione di maggioranza, il ministro della Salute, Roberto Speranza, avrebbe di fatto proposto di mettere tutta Italia in zona rossa nei giorni festivi e prefestivi del periodo dal 24 al 6 gennaio.

COVID. ARCURI: ASSEMBRAMENTI INSOPPORTABILI, EVITARE TERZA ONDATA 

Intanto nelle grandi città, da Roma a Milano, da Napoli a Bergamo, preoccupa la folla vista per lo shopping prima di Natale o per l’aperitivo. Il Commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ospite nella trasmissione ‘Che tempo che fa’, in onda su Rai3, ha commentato: “I siti sono pieni dei centri con insopportabili assembramenti di persone, dobbiamo stare attenti, perché quanto successo questa estate non accada più”. Secondo Arcuri dobbiamo “evitare tutti che la terza ondata abbia luogo, perché- ha sottolineato- sarebbe complicato iniziare la campagna delle vaccinazioni con un nuovo inasprimento della curva epidemica”. Il commissario ha infine ricordato che le misure messe in campo hanno “l’obiettivo di evitare che si ripeta quanto è successo questa estate”.

EPATITE C. INFETTIVOLOGO: CAUSA COVID RINVIO TRATTAMENTI OLTRE 6 MESI

“L’epidemia da Covid-19 ha determinato una flessione di tutti i trattamenti per i soggetti con epatite C, compresi quelli che erano già stati programmati all’inizio dell’anno, con rinvii anche superiori ai sei mesi”. A dirlo è il dottor Pierluigi Blanc, direttore di Malattie Infettive all’ospedale di Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri (Bagno a Ripoli, Firenze), intervistato dall’agenzia Dire in occasione dell’ultima tappa a Firenze di ‘HAND’, il primo progetto pilota di networking a livello nazionale patrocinato da quattro società scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD), che coinvolge i Ser.D. e i relativi Centri di cura per l’Hcv afferenti a diverse città italiane. “Adesso è fondamentale riprendere questi trattamenti e ripartire con gli screening per intercettare i pazienti con epatite C ‘sommersi’- ha proseguito Blanc- perché anche questa attività si è interrotta a causa della pandemia”. Interverrà al corso, che si svolgerà il 18 dicembre, anche il dottor Giovanni Tavanti, tossicologo al Ser.D. Sud-Est 1 Firenze, che interpellato dall’agenzia Dire sulla proposta di Alleanza contro le epatiti su un test congiunto Hcv/Covid-19, ha così commentato: “Riuscire a screenare una grossa fetta di popolazione generale, sia per il Covid-19 sia per l’epatite C, permetterebbe di fare un grosso passo in avanti verso l’eradicazione del virus entro il 2030”. 

ONCOLOGIA. NASCE IL QUADERNO ‘TUMORI RARI’: IN ITALIA COLPITI IN 900MILA

In Europa si definiscono ‘rari’ i tumori con una incidenza pari o inferiore a 6 casi su 100mila/anno nella popolazione: sono 198 le patologie oncologiche che hanno avuto questa classificazione grazie al progetto ‘RARECAREnet’, supportato dalla Commissione Europea e coordinato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. In Italia rappresentano il 24% di tutte le nuove diagnosi di cancro: questo significa 89mila nuovi pazienti ogni anno e circa 900mila persone, tra le quali tanti bambini, che oggi lottano contro uno di questi tumori. Ma se per le malattie rare l’Italia ha strutturato reti di presa in carico, un sistema di registri e diverse specifiche normative, il ramo raro dell’oncologia soffre ancora di alcuni ritardi: per questo Osservatorio Malattie Rare ha promosso e coordinato un ampio tavolo di lavoro che ha portato al Quaderno ‘Tumori Rari: quale futuro per la Rete’, presentato in occasione di una conferenza stampa virtuale. Tra le principali azioni indicate nel quaderno ci sono: la necessità di avviare velocemente la Rete Nazionale Tumori Rari, di investire nella telemedicina e di inserire i test molecolari e i percorsi di precision medicine nei Livelli essenziali di assistenza. 

COVID. FARMACISTI OSPEDALIERI UE CONTRO ERRATA INFORMAZIONE SU PANDEMIA

“Aiutiamo tutti e in modo unitario a sconfiggere il gossip sulla pandemia e concentriamoci solo sulle evidenze reali”. È il messaggio lanciato daAndras Sule, presidente eletto della European Association Hospital Pharmacists, in occasione del 41esimo Congresso nazionale della SIFO (la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie), che si è svolto dal 10 al 12 dicembre, coinvolgendo su piattaforma digitale migliaia di professionisti ed operatori sanitari, politici ed esponenti delle istituzioni, associazioni di pazienti e società scientifiche. “Lo spirito del tempo deve spingerci a questa responsabilità”, ha proseguito Sule, secondo cui lo scenario pandemico attuale ha registrato “una certa confusione”. Per questo i farmacisti ospedalieri hanno un ruolo preciso, quello di “lavorare sulle evidenze basate su prove di efficacia per le terapie di supporto”. La sessione sulle esperienze internazionali di cura per il Covid-19, all’interno del Congresso SIFO, è stata guidata da Piera Polidori, membro dell’EAHP, che ha parlato delle iniziative attivate dai farmacisti ospedalieri per supportare l’assistenza nei reparti Covid. “Per ora la sfida, in attesa di farmaci validi per le terapie e i vaccini- ha spiegato Polidori- è portare avanti l’emergenza con le risorse disponibili. Noi farmacisti garantiamo che siano disponibili farmaci e presidi, organizzando dispensazioni dei farmaci a domicilio con la Croce Rossa, allestendo disinfettanti e preparando i farmaci iniettabili per ridurre il carico assistenziale nei reparti per pazienti Covid”.

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