ROMA – Turismo. Un parola che, per chi lo sperimenta, evoca momenti ricreativi, di relax o scoperta, ma che può trasformarsi da gioie a dolori per i residenti nella meta di destinazione. Pesano la precarietà lavorativa, la dipendenza dalla stagionalità, ma anche il fenomeno dell’overtourisme – contro cui gli spagnoli hanno impugnato pistolette ad acqua – o gli sfollamenti di comunità con la perdita di identità. Il 2025 si sta imponendo però come l’anno dei record: il World Travel & Tourism Council stima che la spesa turistica internazionale raggiungerà i 2,1 trilioni di dollari, contribuendo con 11,7 trilioni al prodotto interno lordo globale, pari al 10,3%. Cogliendo tutte le opportunità di uno dei principali settori economici globali, l’Arabia Saudita ha lanciato Tourise, una conferenza internazionale sul turismo dall’11 al 13 novembre a Riad. Tra le decine di relatori, anche Natalia Bayona, direttrice esecutiva di UN Tourism, l’agenzia Onu impegnata per il turismo responsabile, sostenibile e accessibile. Con l’Agenzia Dire, Bayona affronta le sfide ma anche le criticità di un settore da record.




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