VIDEO | Sudafrica, Xaso: “Story-telling a pranzo per una società inclusiva”

Costituzionalista: "Ricette inedite per pari opportunità"
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ROMA – “Accostamenti inediti possono dare un gusto straordinario” dice Lwando Xaso, avvocato costituzionalista e attivista per i diritti umani, fondatrice in Sudafrica di Including Society. È convinta che a tavola un futuro senza esclusione lo si possa immaginare anche meglio.

Tre portate, ricette sempre nuove, soluzioni che in pochi avrebbero immaginato, capaci di innescare confronti e suggerire prospettive nuove. “Si chiamano ‘Conversation Lunch’, quest’anno in Sudafrica ne abbiamo organizzati gia’ cinque e a breve diventeranno anche un libro e un documentario” anticipa Xaso, ospite dell’agenzia Dire.

Nell’intervista cita ’13th’ di Ava DuVernay e parla di un incontro con gli studenti del corso di laurea in Global Governance dell’Universita’ Tor Vergata di Roma. “Arrivano da tanti Paesi differenti e insieme sono capaci di domande, curiosita’ e sollecitazioni imprevedibili” sorride Xaso. L’idea dei ‘Conversion Lunch’ e’ proprio questa: con il confronto, grazie a esperienze e punti di vista differenti, si raggiungono risultati altrimenti impensabili.

Prendete le ricette di Mpho Deane, fondatrice della societa’ di catering Food I Love You: nelle sperimentazioni in cucina vede una metafora di emancipazione, per le donne nere e in genere tutti coloro che in Sudafrica sono stati relegati ai margini. “Siamo rimasti senza parole per i suoi pancake di sorgo” ricorda Xaso. “A un dolce tipicamente europeo, estraneo alle nostre tradizioni, ha associato un cereale caratteristico delle culture africane: erano buonissimi”.

Durante i ‘Conversion Lunch’ la cucina stimola il dibattito. A partecipare amministratori delegati, manager e imprenditori, chiamati a riflettere sui doveri dell’integrazione e delle pari opportunita’ dopo le divisioni dell’apartheid. “Le aziende private che operano in societa’ post-conflitto come il Sudafrica hanno responsabilita’ particolari” sottolinea Xaso: “Devono creare, anche al loro interno, quegli spazi di dignita’, uguaglianza e giustizia prefigurati dalla Costituzione”.
Ritorna l’esperienza della giurista, animatrice del Constitution Hill Trust, un museo sulla memoria delle istituzioni africane e della transizione alla democrazia. ”

A Johannesburg la Corte costituzionale si trova nello stesso edificio dove furono imprigionati Nelson Mandela e altri attivisti che lottavano per la democrazia” ricorda Xaso. Naturale il richiamo al WikiAfrica Education Movement, un’iniziativa nata per incoraggiare le condivisioni online di contenuti sul continente. Oltre 40mila nuove voci in due anni, delle quali si e’ parlato anche in Italia durante gli incontri all’universita’, organizzati da Fondazione Aurora e Moleskine Foundation.

Dagli studenti romani anche una domanda sugli Springboks, la nazionale sudafricana di rugby vincitrice questo mese della sua seconda Coppa del mondo, la prima con un capitano non bianco.
“Venticinque anni dopo la fine dell’apartheid e’ un segnale che ci fa sperare” dice Xaso. “Dove vivevo con i miei nonni, nella regione del Capo, c’erano tanti neri di talento ma per loro emergere era impossibile perche’ il rugby era lo sport dei colonizzatori e allenarsi non era un diritto per tutti”. Una curiosita’: Siya Kolisi, il capitano degli Springboks, e’ nato in un sobborgo-ghetto di Port Elizabeth tre anni prima dell’elezione di Mandela alla presidenza del Sudafrica.

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