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Venezia, Brugnaro: “Mose nel 2021? E’ in là, ma ringrazio il governo”

"Adesso vogliamo partecipare, vogliamo vedere le carte, vedere i cantieri e sapere cosa sta succedendo"
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ROMA – “Il 2021 è in là se uno va a vedere tutta la macchina ma se, finalmente, mettesse le mani qualcuno che sa come fare le cose è probabile che certe consegne si potrebbero anticipare. Le bocche di porto sono tre, si potrebbe cominciare una alla volta e poi si fanno le altre, a me oggi non interessa polemizzare. Sul passato sarà la storia a dare i giudizi, noi oggi abbiamo il dovere di fare le cose, c’è un’altra Italia che lavora con fatica ed è stanca di essere offesa”. Lo dice il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, a Rtl 102.5 commentando la previsione del premier, Giuseppe Conte, il quale ha detto che i lavori del Mose dovrebbero chiudersi nel 2021.

“Io intanto voglio ringraziare il Governo -io sono un sindaco civico con alleanze di centrodestra per cui non voto questo governo- ma voglio ringraziare il presidente del consiglio e il ministro delle Infrastrutture per l’attenzione che stanno dimostrando stando qua. Adesso vogliamo partecipare, vogliamo vedere le carte, vedere i cantieri e sapere cosa sta succedendo, ci siamo rotti le scatole e penso che, assieme a noi, troviamo tutti gli italiani. Bene queste dichiarazioni, io voglio andare a vedere fino in fondo le carte, voglio dare fiducia a questo Governo”.

“Io sono sempre stato filogovernativo- sottolinea Brignaro- perché a protestare si fa presto, a fare le cose ci si mette molto di più, per cui bisogna credere nelle persone e nelle cose. Questa volta a controllare, però, non sarà un politico ma un imprenditore, qualcuno che viene dal mondo del lavoro. Venezia non è solo dei veneziani ma un rilancio per tutta l’Italia, ce la dobbiamo fare perché il mondo ci guarda, dobbiamo essere degni della nostra civiltà”.

VENEZIA. BRUGNARO: SIAMO TUTTI CORRESPONSABILI, QUALCUNO DI PIÙ

“Tutti- continua Brugnaro- siamo corresponsabili, il primo cittadino deve essere il primo. Dopodiché io ero piccolo quando hanno fatto un sacco di nefandezze e questa roba è stata gestita da tutti i governi passati”.

“Purtroppo la gestione romana, burocratica, in qualche caso è stata delinquenziale però certamente c’è una grande opera di ingegneria, hanno lavorato molti lavoratori. Dicono che sia finita al 95%- aggiunge il primo cittadino lagunare riferendosi al Mose-, noi chiediamo di vedere i progetti, di partecipare, per capire effettivamente come dovrà essere l’organizzazione di quest’opera. Io fino ad adesso sono stato totalmente escluso e non ho intenzione come altri di scaricare le colpe sul passato, sanno i giudici e la storia a giudicare, per quanto mi riguarda voglio lavorare perché l’opera debba essere finita e sia utile a difendere le acque eccezionali che a Venezia ci stanno facendo tribolare”.

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