ROMA – Aveva in tasca duecento dollari. Erano gli ultimi. Girovagava per il centro donazioni, cercando qualche vestito usato. Vide quella collezione di figurine, completa. Costava esattamente 200 dollari. Non aveva più un tetto, viveva in auto. E spese tutto – all-in – investendo su una sensazione che gli avrebbe cambiato la vita. Damian Olivera-Bergallo era un homeless, adesso è milionario: uno dei collezionisti di card più importanti al mondo. Messi un giorno l’ha fatto chiamare: vieni a casa, parliamo un po’.
“Dodici anni fa sono emigrato negli Stati Uniti e i miei inizi sono stati difficili – ha raccontato a El Mundo – Non era il sogno americano. Praticamente sono finito per strada, vivendo e dormendo in macchina. Un giorno ero in un centro di donazioni, un posto dove i poveri comprano vestiti di seconda mano, e ho visto una collezione di figurine di calcio. Costava 200 dollari e io avevo solo 200 dollari. Sapevo che il calcio stava crescendo negli Stati Uniti, che il collezionismo di baseball o basket generava molti soldi nel paese, e pensavo che forse ne valeva la pena, che avrei potuto ricavarne qualcosa. Davvero non immaginavo che avrei finito per dedicarmi esclusivamente alle figurine”.
“Per anni ho continuato a dormire in macchina con la collezione di figurine nel bagagliaio. Ho imparato a conoscere l’autentica fino a quando ho potuto dedicarmi esclusivamente al collezionismo. La prima vendita importante di quella scatola iniziale fu per 2.500 dollari, ma in quel pacco c’era una card dalla quale riuscii a ricavare 175.000 dollari”.
Olivera-Bergallo ad un certo era diventato il monopolista dell’iconografia di Messi: controllava il 95% del mercato di card del campione argentino: “Io ero a Barcellona in quel momento e lui giocava già a Parigi. Mi hanno chiamato dalla loro squadra e mi hanno chiesto se potevo essere a casa loro il giorno dopo alle cinque del pomeriggio. E, ovviamente, ho preso un volo e sono arrivato in orario. Lui stesso ha aperto la porta e mi ha detto: ciao, Damián, come stai? Aveva letto un articolo su di me su un giornale argentino ed era molto interessato a quello che facevo. Gli ho mostrato le carte, gli ho spiegato le differenze, mi ha fatto tante domande”.
“Ma negli ultimi tempi la concorrenza si è moltiplicata, soprattutto in Cina, e io non tengo più il passo di prima. Ora sto rallentando un po’, compro oggetti da collezione di qualità, non solo figurine, e cerco di godermi la vita. Ho automatizzato le vendite attraverso il sito e delegato alcune funzioni”.
Dice che contano moltissimo qualità e rarità. “Un esordiente Messi di alta qualità può costare circa 300.000 dollari, di più se si tratta di un’edizione vecchia o unica. Ne ho una che è anche firmata e non posso dire quanto vale”.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

