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Al via il Salone del Libro di Torino. Appendino: “È parte della nostra identità”

appendino salone del libro
Fila fuori dal Lingotto per la 33^ edizione della fiera. Mattarella: "Il libro è un bene inestimabile per l'umanità"
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Di Lucio Valentini e Marcello Conti

TORINO – “Per la seconda volta il Salone del Libro di Torino ci ha insegnato che non possiamo dare nulla per scontato“. Così inizia il discorso del sindaco di Torino Chiara Appendino all’inaugurazione del Salone Internazionale del Libro, alludendo non solo alla pandemia ma anche al 2017 quando, come ricorda la prima cittadina, “a pochi giorni dal nostro insediamento iniziarono a rincorrersi voci circa una dipartita del Salone alla volta di Milano. In quella occasione si mobilitarono le energie migliori del nostro territorio. E dopo una lotta dall’esito tutt’altro che scontato riuscimmo a ribadire che la casa del Salone era Torino. A quell’edizione torinesi e non risposero con una straordinaria partecipazione per ribadire che il Salone del libro era un patrimonio da tutelare perchè parte importante della nostra identità”. Poi c’è stata la pandemia e l’anno di stop, continua a ricordare la sindaca, dunque “dopo l’edizione del 2017, quella dell’orgoglio, questa sarà quella della rinascita del paese”.

Un’edizione che arriva in un momento particolare: “In queste ultime settimane abbiamo vissuto momenti difficili. Abbiamo visto violenze, attacchi e tensioni“. Per Appendino questo rende il ritorno del Salone ancora più significativo: “Ci vuole cultura per spiegare che di dittatura non si può parlare a sproposito, per spiegare che di una comunità ci si prende cura se ognuno fa la sua parte abdicando a impulsi egoistici, per spiegare che la scienza e la medicina richiedono studio e fatica e che non possono essere zittite da qualche frase urlata sui social. E sì, anche per contestare legittimamente abbiamo bisogno di cultura. E avendo bisogno di cultura c’è bisogno del Salone del Libro”.

Appendino poi conclude quello che è uno dei suoi ultimi discorsi pubblici da sindaca così: “Porterò il Salone nel mio cuore come una delle cose più belle della mia esperienza”.

MATTARELLA: “DURANTE LA PANDEMIA, I LIBRI SONO STATI PER MOLTI UN RIFUGIO”

“Il Salone del libro, giunto oggi alla sua trentatreesima edizione, costituisce un appuntamento fondamentale per la vita culturale del nostro Paese e il suo ritorno in presenza, dopo il tormentato periodo della pandemia, è per tutti motivo di grande soddisfazione”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al presidente dell’associazione culturale Torino la Città del libro, Silvio Viale.

Mattarella sottolinea: “Durante l’emergenza Covid, i libri sono stati per molti cittadini un rifugio, un alleato, un’arma contro la solitudine e lo sconforto. Laddove il virus ci costringeva a distanziarci dagli altri, il libro ci ha permesso di avvicinarci a storie nuove, a personaggi diversi, a mondi inesplorati. Il libro è un bene inestimabile per l’umanità. Un prezioso e irrinunciabile veicolo di conoscenza, bellezza, confronto, çrescita civile. Il libro non si esaurisce nel rapporto scrittore-lettore. Ma è il prodotto finale di una industria culturale, che costituisce una vera filiera e un motore essenziale di crescita per la nostra società e la nostra economia”.

Per Mattarella “per questo motivo è necessario che l’opera culturale sia rispettata, che i canali editoriali vengano resi accessibili ai nuovi talenti, che le piccole realtà editoriali vengano sostenute, che il ruolo prezioso di presidio culturale delle librerie di quartiere venga difeso e rafforzato, accanto a una capillare diffusione delle vendita on line, capace di raggiungere lettori anche nelle zone prive di librerie. Questa edizione del Salone del Libro di Torino è significativamente intitolata a Dante, il più grande tra i poeti italiani e intellettuale impegnato a fondo nel rinnovamento dei costumi e della politica della sua epoca. Questa dedica è impegnativa e il mio augurio è che il mondo del libro e dell’editoria acquisti sempre maggiore slancio e ritrovata centralità all’interno della nostra società rendendo gli italiani più colti, più liberi, più consapevoli”.

FRANCESCHINI: “VORREI UNA NUOVA LEGGE SUL LIBRO CHE AIUTI TUTTA LA FILIERA”

Vorrei che passasse una nuova legge sul libro entro la fine della legislatura“. Così il ministro della Cultura Dario Franceschini all’inaugurazione del Salone del Libro di Torino. Spiega il ministro il suo obiettivo di “avere una legge che sostenga il settore del libro analoga alla legge sul cinema”. In altre parole provvedimenti per “aiutare tutti i protagonisti della filiera: librerie, autori, distributori, editori”.

Durante il discorso Franceschini parla del Salone come “momento simbolico di ripartenza” e specifica che la kermesse libraria “non è un evento di Torino, è del Paese”. Anzi l’impegno è affinchè “sia sempre più riconosciuto come il Salone del Paese”.

A proposito di libri il ministro cita in particolare due misure del governo: i 60 milioni di euro “per consentire alle biblioteche di comprare nuovi libri, a patto che acquistassero dalle librerie del territorio”. Una misura che, dichiara Franceschini, “voglio far diventare permanente”. E poi rivendica come “abbiamo fatto sì che nelle zone rosse rimanessero aperte le librerie, che, come i musei, consideriamo servizi essenziali”.

CIRIO: “GRAZIE SINDACA PER AVER DIFESO IL SALONE DAL TENTATIVO DI PORTARCELO VIA”

“Sindaca, oggi ti chiamo sindaca perché l’occasione è solenne”, scherza il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio rivolgendosi alla sindaca di Torino Chiara Appendino dal palco dell’Oval, area del Lingotto dove si svolge l’inaugurazione istituzionale del Salone del Libro. “Grazie a chi ha difeso il Salone dal tentativo di qualcuno di portarcelo via“, aveva cominciato Cirio.

“Ho ascoltato con emozione le parole della sindaca di Torino”, aggiunge il presidente di Regione riferendosi alle parole appena pronunciate sullo stesso palco da Appendino, che ha ricordato gli sforzi fatti dalla sua amministrazione per evitare che l’evento si spostasse a Milano. “Voglio ringraziare Chiara per l’impegno e per l’amore che ha dimostrato per questa città“. “Le persone vengono prima delle differenze politiche”, ha concluso Cirio.

CIRIO: “EVENTO POSSIBILE GRAZIE AL GREEN PASS”

Alberto Cirio ricorda l’importanza del Green Pass per ripartire con eventi come il Salone del Libro. “Diamo un segnale in tutta Italia in un momento delicato, che è quello dell’introduzione del Green Pass nei luoghi di lavoro”, commenta il presidente della Regione prima dell’inizio della cerimonia di inaugurazione. Cirio prosegue: “Se vedete i bambini delle scolaresche che visitano, gli editori che fanno affari, una città che riparte è grazie al Green Pass, è grazie al vaccino”.

“Credo che questa sia la prima inaugurazione normale che faccio da quando sono presidente della Regione, perché il Covid è arrivato sei mesi dopo la mia elezione”, aggiunge Cirio, “ci ho lavorato tanto col Circolo dei lettori e col direttore Nicola Lagioia. L’anno scorso abbiamo fatto dato un segnale che siamo vivi, ma quest’anno diamo il segnale che ripartiamo”.

LAGIOIA: “IL SALONE È IL PRIMO EVENTO INTERNAZIONALE SUL LIBRO POST COVID”

Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro di Torino, festeggia dal palco montato nell’area Oval del Lingotto l’inaugurazione della fiera: “È emozionante vedere la fila fuori dal Lingotto, vedere i bambini che entrano”. “Abbiamo scommesso sul futuro, sapevamo che servivano l’80% dei vaccinati” per riuscire a fare il Salone in presenza, prosegue Lagioia, “il salone è il primo evento internazionale sul libro, ed è in Italia. È responsabilità e orgoglio”.

DAMILANO E LO RUSSO PLAUDONO L’AVVIO DELLA KERMESSE

“Oggi voglio dare il bentornato al Salone Internazionale del Libro. È un modello di come si fanno iniziative culturali capaci di far conoscere Torino in Italia e in Europa“. Il candidato sindaco di Torino per il centrodestra Paolo Damilano accoglie con un post su Facebook l’avvio della 33esima edizione del Salone del libro.

Non manca la frecciatina a quello che lui stesso ha più volte definito il ‘sistema Torino’, accusando la mala gestione politica di aver quasi perso la manifestazione, oltre alla “pandemia che ci ha costretti a non aprire, questa edizione rappresenta un punto di ripartenza e ci consente di guardare al futuro”. Il messaggio del candidato civico si conclude con una manifestazione di stima agli imprenditori dell’editoria, in quanto “modello di coraggio e capacità di mettersi in gioco”.

Dello stesso tenore il messaggio, sempre postato sui social, del rivale dem Stefano Lo Russo: “Il Salone Internazionale del Libro rappresenta al meglio la Torino della cultura, un protagonismo riconosciuto a livello nazionale e internazionale. È un modello che andrà sostenuto e alimentato- e prosegue- l’inaugurazione di oggi ha un valore particolare: quello della ripartenza, di ritrovarci in presenza e poter vedere i nostri autori ed editori”. Il professore di geologia conclude con una promessa: “La ripartenza degli eventi fieristici è la ripartenza della Città. E avrà sempre tutto il nostro impegno e sostegno”.

NOBEL PARISI AL GOVERNO: “FONDAMENTALE AVERE UN PIANO PER L’ISTRUZIONE”

“È fondamentale avere un piano per la cultura generale e un piano per l’istruzione. In maniera tale che i giovani che escono dalle scuole siano in grado di orientarsi in questo mondo”. Così il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione del Salone del Libro di Torino con un video messaggio.

Per il fisico “È fondamentale formare gli studenti in modo che siano capaci di distinguere la conoscenza buona da quella cattiva”. Per questo, dichiara Parisi, “faccio un appello alla politica e ai ministri presenti, affinchè diano una speranza per il nostro futuro. C’è bisogno di un attenzione che non deve essere solo teorica, ma va supportata dagli opportuni finanziamenti”.

Secondo il Premio Nobel “bisogna investire nella cultura” anche se “sono investimenti a fondo perduto, come bottiglie che si lanciano nel mare e che non si saprà mai se arriveranno a qualcuno”. Ma, prosegue la metafora Parisi, “se il naufrago sull’isola non lancia bottiglie non ha possibilità che qualcuno lo salvi”.

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