Scusate… ci sarebbe anche la ‘pandemia’ climatica

Il Covid uccide, ma il meteo pazzo pure: e allora ci sia uguale radicalità nel reagire
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

BOLOGNA – “Ho una paura fottuta e il coraggio di un leone perché mi stanno rubando il futuro e sono incazzata nera- gridava Alice, 18 anni- e urlo alla giunta regionale, nel palazzo qui vicino, tutto questo non lo accetto più”. Sia lode ai giovani che parlano chiaro. Pochi giorni dopo l’ondata di maltempo che ha colpito duro il nord Italia (274 milioni di danni in Liguria, 1 miliardo in Piemonte, e siamo a inizio autunno…), sono tornati in piazza per lo sciopero del clima. Perché il Covid farà anche paura, ma il clima ne ammazza di più, hanno detto. Per rendere l’idea in 700 si sono finti morti o morenti in piazza a Bologna.

“Se ci siamo dovuti mobilitare in mezzo a una pandemia globale immaginate come ci sentiamo, è ora di svegliarsi”, diceva un ragazzo di fronte alla distesa di giovani vittime. Ora però non si tratta di fare a gara tra due minacce. Ma siccome anche nel cortile di casa è ormai evidente che quella climatica può far male, si potrebbe ‘imparare’ da ciò che il coronavirus ha imposto di fare. Con buona pace di negazionisti e no mask, la reazione alla pandemia è stata determinata, forse inizialmente scomposta ma rapida, costante e percepita diffusamente come l’unica strategia per salvare la pelle. E l’Italia, con alcune sue regioni in primis (vedi Emilia-R. e Veneto) se ne fa pure vanto. Col clima non funziona così. Invece dovrebbe.

“Ma alla politica- diceva Francesca Ghio, volto noto degli ambientalisti genovesi- non gliene frega niente di noi. Con l’emergenza covid, hanno attuato le soluzioni immediatamente. L’emergenza climatica va avanti dagli anni ’80, ma non ho ancora visto decisioni politiche all’altezza“. La politica qualcosa fa. Dopo anni è riuscita ad alzare il Mose, ad esempio. Ma nella percezione comune resta un problema di ‘incomunicabilità’ tra chi chiede e chi è chiamato a fare, e una pressochè perenne insoddisfazione rispetto al coraggio che sembra mancare nelle scelte da prendere.

Con un ‘è tutto fumo’ in Emilia-Romagna gli ambientalisti han bollato il piano clima della Regione, che con le altre della pianura padana ha rinviato lo stop ai diesel euro 4 perchè c’è il Covid e non si devono intasare treni e bus… Ok, non è facile: ma se si assume che anche il clima è una minaccia ormai costante e la gente (gli elettori) lo percepisce così (preoccupa 9 milanesi su 10, che però sono pronti a darsi da fare), allora forse andrebbe chiesta o usata uguale radicalità, e sempre in nome della difesa della salute. E ai ragazzi che scioperano da scuola per andare in piazza a lanciare l’allarme clima si potrebbe dire che le prossime lezioni di educazione civica che dovranno fare diventano di educazione ambientale, così si lotta anche sui banchi.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

14 Ottobre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»