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Tg Sanità, edizione del 14 ottobre 2019

SPERANZA: PRESTO LEGGE SU SICUREZZA OPERATORI SANITARI

“Approveremo nel più breve tempo possibile un testo di legge che farà fare un passo in avanti”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine della prima riunione del ‘Tavolo permanente di lavoro sulla sicurezza degli operatori sanitari”, che si è svolto la settimana scorsa a Roma. Al Senato, intanto, è stato già approvato un testo all’unanimità, ma “vogliamo migliorarlo nel passaggio alla Camera- ha sottolineato il ministro- per approvare una legge a difesa di chi si occupa ogni giorno della nostra salute”.

MALATTIE RARE, OMAR A MINISTRO SPERANZA: SERVE NUOVO PIANO NAZIONALE

“Il ministro della Salute, Roberto Speranza, consideri le malattie rare come una priorità di sanità”. Lo chiede Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore dell’Osservatorio sulle malattie rare, intervenuta in Senato ad un incontro sul tema tra istituzioni tecnici e pazienti. La richiesta, in particolare, è di concludere “atti a costo zero, assolutamente fattibili, come il Piano nazionale delle malattie rare”.

GLAUCOMA, AIMO: ATTENZIONE, COLLIRI A BASE CANNABIS NON SONO PANACEA

“I colliri a base di cannabis, utilizzati da una cerchia molto ristretta di pazienti con glaucoma, non sono farmaci al di sopra della media”. A farlo sapere il dottor Stefano Baiocchi, responsabile del Centro Glaucoma all’ospedale Senese e consigliere di AIMO, in occasione del 10mo Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti, che si è svolto la settimana scorsa a Roma. “L’impiego di colliri a base di cannabis andrebbe limitato agli stadi terminali del glaucoma cronico ad angolo aperto- ha precisato Baiocchi- per quei pazienti che non rispondono bene ad altre terapie”. Per quanto riguarda le terapie oggi in prima linea per la cura del glaucoma, gli esperti concordano su un fatto: se prima protagonisti erano i colliri, oggi lo sono i laser.

NOBEL MEDICINA 2019 A KAELIN, SEMENZA E RATCLIFFE. PER USO OSSIGENO IN CELLULE

Hanno scoperto come le cellule sentono che nell’ambiente manca ossigeno e come si adattano modificando il loro metabolismo e i loro livelli di attività. Per questo gli americani William Kaelin e Gregg Semenza e il britannico Sir Peter Ratcliffe hanno vinto il Nobel per la Medicina 2019. “Si tratta di uno dei meccanismi essenziali per la vita- ha spiegato l’Accademia nel motivare la scelta- che viene messo alla prova per esempio durante l’attività fisica, oppure per eventi traumatici come ferite, infarti o ictus”. In molti tumori, inoltre, le cellule che crescono tumultuosamente consumano grandi quantità di ossigeno e questo apre diverse possibilità per combatterli. Capire l’effetto del livello di ossigeno nelle cellule, infine, ha implicazioni anche per la cura di malattie come l’anemia, il cancro.

WALTER RICCIARDI A CAPO GRUPPO UE PER STRATEGIE LOTTA AL CANCRO

Un italiano alla guida del gruppo che deciderà le strategie contro il cancro dell’Europa nei prossimi anni. Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Cattolica di Roma, già presidente dell’Istituto superiore di sanità, ha ricevuto un incarico centrale per lo sviluppo della lotta al cancro nel nostro continente e non solo in quello. È stato infatti nominato presidente del ‘Mission board on cancer’ europea, che dispone di un fondo da 20 miliardi di euro messo a disposizione dal Parlamento europeo e dagli Stati membri.

CON DIETA GIAPPONESE SI PREVIENE TUMORE, IN PARTICOLARE A PROSTATA

La dieta giapponese può essere un’alternativa alla dieta mediterranea in termini di benefici alla salute. Tra i principali effetti positivi, una più alta aspettativa di vita (79 anni per la mediterranea e 85 per la giapponese) e la riduzione di malattie cardiovascolari, diabete e cancro. È quanto emerso dall’incontro ‘Dieta giapponese e prevenzione oncologica’ organizzato a Roma. Entrambe le diete hanno tassi di riduzione di rischio di determinate malattie: per l’ictus è del 25% per la dieta mediterranea e del 22% per quella giapponese; per i tumori è del 35% per la mediterranea e del 27% per la giapponese, per il Morbo di Parkinson è del 46% per la mediterranea e del 50% per quella del Sol Levante.

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14 Ottobre 2019
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